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BOLZANO. L'ulteriore sviluppo della Libera università di Bolzano, la "fame di alloggi" degli studenti altoatesini e le borse di studio: sono stati questi i temi principali di un confronto tra l'Associazione Universitaria Sudtirolese (SH) ed il presidente della Provincia Arno Kompatscher.
Il governatore ha illustrato i progetti che la Provincia ha pianificato, grazie ai quali nei prossimi anni potranno essere messi a disposizione degli studenti circa 800 posti letto. Su una cosa le parti si sono trovate d'accordo: questo sarà solo il primo passo verso la soluzione del problema. Fondamentale sarà la legge sugli immobili sfitti appena approvata dal consiglio provinciale. "Accogliamo con favore questa riforma - ha detto il presidente dell'SH, Julian Nikolaus Rensi, che però ritiene necessaria "una diversa consapevolezza generale sul mercato immobiliare che renda disponibili un maggior numero di appartamenti privati".
Solo poche settimane fa l’associazione studentesca sh.asus. aveva denunciato che il 30% di chi passa il test all'ateneo di Bolzano rinuncia a causa dei prezzi esorbitanti degli affitti.
Rensi ha rimarcato l'importanza del sistema delle borse di studio per gli studenti, criticando il fatto che negli ultimi dieci anni il loro importo non sia stato aumentato. È allo studio anche una riforma delle borse di studio di rendimento. Le parti hanno concordato che andrebbero ripensate nella direzione di una maggiore promozione dei talenti. In attesa della riforma, Rensi ha proposto di elaborare una formula temporanea per l'erogazione delle borse di studio di rendimento.
Il presidente della Provincia ha avvertito, però, che un ulteriore finanziamento del sistema delle borse di studio di rendimento in vigore attualmente sarà difficile, a causa dei numerosi interventi di finanziamento straordinari adottati nel corso dei due anni della pandemia. Kompatscher si è detto convinto, infine, che la Libera università di Bolzano renderà la sede studentesca Alto Adige ancora più attrattiva con la programmata facoltà di Ingegneria e l'integrazione del Conservatorio Claudio Monteverdi, unica scuola di alta formazione musicale d'Italia.


