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TRENTO. «La nostra autonomia viene osservata nel mondo con enorme interesse come modello di risoluzione dei conflitti». Arno Kompatscher mette al centro il valore internazionale della tutela delle minoranze, intervenendo al Castello del Buonconsiglio nel convegno «La realtà dell’utopia». Il presidente della Regione e della Provincia di Bolzano ha richiamato l’eredità dell’Accordo De Gasperi-Gruber, a ottant’anni dalla firma, guardando alle crisi in Ucraina e nell’ex Jugoslavia.
Secondo Kompatscher, gli accordi di Dayton e Minsk hanno ripreso elementi del modello autonomistico, a partire dalla rappresentanza delle comunità negli organi decisionali. «Di norma, in democrazia è la maggioranza a decidere. Nel nostro caso, in Provincia di Bolzano, vale un principio diverso»: un gruppo linguistico che ritenga una decisione dannosa per i propri interessi può attivare specifici meccanismi di tutela.
Il presidente ha ricordato la possibilità di chiedere una votazione separata per gruppi linguistici e, se il contrasto permane, di rivolgersi all’autorità giudiziaria. A queste garanzie si affiancano l’insegnamento nella madrelingua e la tutela della toponomastica. Strumenti che, ha sottolineato Kompatscher, fanno dell’autonomia un’esperienza utile alla prevenzione dei conflitti.
All’incontro erano presenti l’ambasciatore australiano Keith John Pitt e gli ambasciatori di Ucraina, Corea del Sud e Giappone. Maurizio Fugatti ha ribadito che l’autonomia trentina «non è un privilegio recente», ma un percorso secolare di autogoverno: essere una «terra di mezzo», ha aggiunto, impone di diventare un riferimento di convivenza e diplomazia.


