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ROMA. La Consulta ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità promosse dal Tribunale di Bolzano in materia di rettificazione di attribuzione di sesso sollevate nei confronti dell'art.1 della l.164 del 1982, nella parte in cui non prevede che la rettificazione possa determinare l'attribuzione di un genere "non binario" (né maschile, né femminile).
"L'eventuale introduzione di un terzo genere di stato civile avrebbe un impatto generale, che postula necessariamente un intervento legislativo di sistema, nei vari settori dell'ordinamento e per i numerosi istituti attualmente regolati con logica binaria", scrive la Corte.
Il Tribunale di Bolzano aveva sollevato due questioni di costituzionalità sulla base di un caso promosso da Aurel (nome di fantasia), una persona non binaria sudtirolese che studia in Austria, la quale richiede il riconoscimento legale del proprio genere non binario in Italia, seguendo l'esempio di altri Paesi. La prima questione riguardava l'impossibilità, secondo il diritto italiano, di attribuire ad una persona che non si identifica né nel genere maschile né in quello femminile una terza opzione. Con la seconda si lamentava l'obbligo per le persone trans di ottenere una sentenza per interventi terapeutici sul proprio corpo.


