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BOLZANO. «La diagnosi deve essere tempestiva. L'Asl deve risolvere l'annoso problema delle scarse risorse di personale dedicato. Ne va della vita delle persone». Ivo Gentilini, presidente Lilt (Lega contro i tumori), già primario al Trasfusionale del S. Maurizio, parla così in vista del 4 febbraio, giornata contro il cancro.
Gli screening scontano limiti e ritardi nella risposta
«I dati del registro tumori dell'Alto Adige (2017-2021) - dice - mostrano come l'incidenza dei tumori tenda ad aumentare a partire, nelle donne, dai 35 anni e, negli uomini dai 49. Le neoplasie più frequenti in provincia di Bolzano sono a seno, colon-retto, polmone, melanoma, utero per le donne e prostata, colon-retto, vescica e polmone nell'uomo. Purtroppo ad oggi gli screening scontano ancora evidenti limiti e ritardi nella risposta. Solo accorciando i tempi dei referti e ampliando la forbice delle classi d'età, potremmo sperare di segnare efficacemente il passo contro il cancro».
Tumore alla mammella, 400 nuovi casi l'anno
Ricordiamo che il cancro al seno in Alto Adige registra circa 400 nuovi casi l'anno. A inizio gennaio sull'Alto Adige abbiamo pubblicato la testimonianza di una donna con mammografia eseguita a maggio 2024 e diagnosi di tumore comunicata con grave ritardo, cinque mesi dopo. «Mi è arrivata la lettera dello screening dall'Asl per la mammografia - scrive la donna - . Mi sono presentata negli ambulatori di piazzetta Loew Cadonna a metà maggio 2024. Mi hanno chiamata a fine settembre per un secondo esame con successiva biopsia a cui è seguita la diagnosi di tumore, comunicata a metà ottobre. Ho perso mesi importanti». «Non può e non deve succedere - incalza Gentilini - anche perché gli indicatori di qualità del "Gruppo italiano screening mammografico" prevedono che nel 90% dei casi alle pazienti debba arrivare l'eventuale risposta negativa entro 15 giorni dall'esame e che un approfondimento che si renda necessario, venga eseguito nel 90% dei casi entro 20 giorni dall'esame. Se l'Asl vuole raggiungere l'obiettivo deve risolvere il problema delle scarse risorse di personale dedicato».
Screening al seno: allargare la fascia d'età
Il presidente torna a battere un tasto importante. «L'indagine preventiva del tumore al seno in Alto Adige si limita alla fascia d'età 50-69 anni. Torno a chiedere di allargare la possibilità di screening alle over 69 e alle più giovani. Come già avviene in altre regioni».
Difficile lettura dei referti: Lilt apre lo sportello dedicato
Gentilini interviene anche sulla difficile lettura dei referti.«Spesso le persone, dopo un controllo, lamentano il disagio per la diagnosi di difficile lettura, comprensibile ai soli addetti ai lavori. Presto, nella nostra sede, sarà disponibile uno sportello ad hoc per chi desideri ricevere spiegazioni circa esami di screening, diagnosi di tumore solido addominale o al seno. Uno strumento in più per essere vicini ai bolzanini, che prenderà vita - conclude il medico - grazie alla disponibilità di Giuseppe La Guardia, chirurgo di vasta esperienza su patologie oncologiche intestinali e della mammella». Chi fosse interessato a saperne di più può contattare già da domani Lilt Bolzano (0471/402000).


