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BOLZANO. La prima cosa che insegnano nelle scuole alberghiere e anche nel resto del mondo che si dà da fare col commercio è questa: il cliente ha sempre ragione. Nel senso, può in teoria aver ragione chi sta dall'altra parte del banco ma è lui, il cliente, che paga. E se paga va bene così. Invece? «Ecco - dice Gunda Bauhofer - chi paga sembra aver sempre meno ragione». Succede al telefono: «Scusi, avremo un'offerta...» e via con nuove tariffe. Oppure: «Qui abbiamo una straordinaria geografia di investimenti molto interessanti», ma, poi, occhio alle truffe, a chi ti mostra grafici con patrimoni in aumento salvo poi, nel giorno in cui si chiede di vederli nel concreto quei denari, trovarsi con un pugno di mosche. Gunda Bauhofer è la direttrice del Ctcu, il centro tutela consumatori.
Vive su quel confine incerto tra verità e menzogna, a presidiare la trincea sempre sotto tiro di chi, da solo, prova a resistere agli assalti del carovita, che a Bolzano è appuntito come una lama, o a cercare di uscir fuori vivo dalla selva di numeri che irrorano le bollette della luce o del gas, le quali, per una sorta di mantra infallibile, non scendono mai, neppure dopo promesse di messe a punto visto che «lei è un vecchio cliente...». Mai. Ha preso il posto da un po' di anni di Walter Andreaus, storico direttore. E ha portato nel Centro la modernità di un approccio sensibile alle nuove sfide del consumo. Partendo dalla sostenibilità per arrivare anche alla tutela dei disabili e di chi non ce la fa.
Sostenibilità in che senso, e c'entra col carovita?
Allora, so, sappiamo che Bolzano è la città più cara d'Italia. Noi possiamo fare poco o molto. Ad esempio abbiamo aperto un tavolo col Ctcu nazionale per avviare azioni di ampio respiro.
Ma poi c'è il quotidiano.
Ecco, lì, la sostenibilità non può stare nel comprare meno se di alcune cose si ha bisogno ma di gettar via di meno. Abbiamo un monte rifiuti che neanche immaginiamo, ogni giorno non consumiamo e dunque disperdiamo nell'ambiente almeno un quarto di quello che volevamo mettere in tavola.
Insomma, spesa mirata?
Non solo, spesa attenta. Dico qui una cosa che sembra tirata fuori dai ricordi di mia nonna: il libretto. Segnare ogni giorno entrate e uscite. Quello che si è speso e quello che si è risparmiato. Oggi magari mettiamo via carte e penna, perché c'è il digitale e su quello possiamo dare una mano noi.
Una mano sul libretto della spesa?
Sì, attraverso un piccolo pool che, se richiesto, può dare aiuto nel tenere i conti e farli anche alla fine.
Ma i conti è difficile farli quando si tratta di bollette no?
Questo è un terreno difficile. Pensiamo alle modifiche contrattuali proposte nella telefonia, una vera a propria piaga moderna. Qui il consiglio è stare molto attenti, guardare le clausole e, nel caso, agire sulla facoltà di rescissione. Se si passa ad altro gestore, occhio ai termini. Quasi tutti propongono allettanti offerte per un periodo limitato, ad esempio 30 o 48 mesi. Quindi, alla scadenza attenzione agli aumenti in automatico.
Che si fa con la luce?
Segnarsi i kw consumati, i metri cubi, anche nel caso osservare bene il contatore. Imparare ad essere intelligenti. E poi comunicarci dati e costi. Siamo qui.
Giungono sempre allarmi, soprattutto dagli anziani, intorno ai rischi legati agli investimenti. Che accade?
Con l'intelligenza artificiale, ci hanno segnalato anche un Sergio Mattarella che consigliava un fondo o una Giorgia Meloni impegnata nel sostenere un conto corrente nuovo. Stessa voce, stessi movimenti. Poi, restano i classici. Telefonate che arrivano per avvertire che la propria carta è in pericolo e chiedono codici per poi clonarla, o numeri in arrivo che corrispondono perfettamente anche a quelli fissi del proprio istituto bancario. Persone che propongo poche centinaia di euro da investire, le fanno visivamente crescere ma poi, quando si chiede di versarli sul proprio conto, tutto sparisce.
Sono solo gli anziani sotto tiro?
No, sempre più adulti, giovani, laureati, professionisti. Le organizzazioni sono giunte anche a far presentare a casa un finto avvocato in carne e ossa che promette di recuperare il maltolto chiedendo un 10 % di parcella. È anche lui un falso.
Col vostro impegno siete riusciti, materialmente, a recuperare parte del denaro perso dai cittadini ?
In 30 anni la cifra che è stata restituita supera i 27 milioni di euro. Tornato nelle tasche di chi ha avuto bollette sbagliate o esose, conti eccessivi o truffe.
Nell'ultimo anno?
Più di un milione e mezzo di euro.


