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BOLZANO. Dei 9.571 candidati che si sono iscritti all'esame di bilinguismo nel 2023, solo il 47,7% ha ottenuto il certificato. Un dato che preoccupa, vista l'importanza che la certificazione ha a livello lavorativo e di qualità della vita in Alto Adige.
Ad alzare drasticamente la percentuale degli insuccessi - inserita all'interno del report Astat - è la quantità di persone che non si presenta all'esame: una su tre, il 31,3%. Il restante 21 per cento corrisponde quindi ai bocciati effettivi, la cui maggior parte ha tra i 20 e i 24 anni di età.
«Purtroppo il fatto che molti non si presentino alle prove, penalizza altri futuri candidati che si trovano i posti occupati», spiega Claudia Picus, coordinatrice del servizio provinciale di esami di bi e trilinguismo: «Abbiamo liste di attesa di sei, sette mesi, ma la mattina dell'esame ci troviamo con la metà dei candidati, senza avere potuto occupare posti last minute per via delle mancate disdette».
Per evitare che ciò accada non esiste penale, ma se la disdetta del candidato assente non arriva entro i tre giorni lavorativi antecedenti all'esame, l'iscrizione viene automaticamente bloccata per i successivi sei mesi. Una "punizione" non indifferente per chiunque abbia bisogno urgente della certificazione.
«Comunque non basta. - prosegue Claudia Picus - Adesso stiamo monitorando la situazione, e speriamo ci sia un po' più di rispetto nei confronti degli altri candidati». L'obiettivo è quindi quello di arrivare ad occupare tutti i posti, in modo da ridurre le liste di attesa. «Almeno tornare ai quattro mesi pre covid», sottolinea la coordinatrice.
L'incubo del B2
La certificazione A2 vanta la percentuale di successo più alta: il 73,6%. Un fatto positivo, visto che è richiesta nelle professioni "affamate" di lavoratori, quali, ad esempio, gli autisti degli autobus. Ma corrisponde anche al livello più semplice (ex patentino D). Il C1, livello più avanzato, ha avuto nell'anno passato il 50% dei promossi; terzo posto per il B1, con il 47,7 per cento, e maglia nera per il B2 (ex patentino B), in cui ha superato l'esame poco più del 30%.
«Il B2 è un passaggio critico - spiega Claudia Picus - perché si esce dal linguaggio del quotidiano e si entra nell'astratto». È abbastanza normale, quindi, che mieta tante vittime.
Per preparare i candidati all'esame, il servizio provinciale organizza simulazioni in cui verificare il proprio livello di competenze. «Si tratta di quattro prove all'anno - sottolinea la coordinatrice - due scritte e due orali». L'età dei candidati Secondo l'indagine Astat, ad ottenere il B2 sono soprattutto giovanissimi dai 14 ai 19 anni, freschi di studio, con il 45,7% dei successi. Male i ragazzi tra i 20 e i 24 anni, con una percentuale di successo del 28 per cento. Il dato più alto in assoluto si registra nel livello A2 della fascia dai 30 ai 34 anni (quasi l'80%). Ad andare meglio nel livello più avanzato, il C1, sono sempre i liceali, seguiti dalle persone con oltre 40 anni.


