La “sfida della fede”, quasi sessanta sacerdoti altoatesini riuniti con il vescovo Muser: «Una Chiesa credibile vive di ascolto»
Formazione di tre giorni a Roverè Veronese: approfondito il tema della presenza dei religiosi nella società in tempi di continuo cambiamento, in cui molti fedeli si allontanano dalla Chiesa
BOLZANO. Una sessantina di sacerdoti della diocesi di Bolzano-Bressanone (57 per la precisione) hanno approfondito il tema della presenza della Chiesa per le persone e nella società in tempi di continuo cambiamento nel corso di un seminario di aggiornamento ospitato a Roverè Veronese. Insieme al vescovo Ivo Muser e al vicario generale Eugen Runggaldier, i religiosi diocesani hanno discusso delle nuove forme per "mantenere la credibilità della Chiesa in un'epoca di mutamenti" e "per restare aperti alle persone e alle loro domande", come ha ricordato il vescovo.
Le tre giornate di aggiornamento si sono concentrate su come la fede, la comunità e la vita ecclesiale possano rimanere vive in un'epoca in cui molte persone si allontanano dalla Chiesa. Secondo il relatore don Rolando Covi, teologo di Trento, "la ricerca di senso e appartenenza rimane immutata nonostante tutti i cambiamenti nella società", ma la Chiesa deve soprattutto "ascoltare con attenzione, favorire nuove forme di incontro ed essere presente proprio là dove le persone cercano sostegno e orientamento".
"Una Chiesa credibile vive dell'ascolto, dell'apertura verso le persone e del superamento dei vecchi schemi. Il nostro compito è quello di camminare insieme, accettare i cambiamenti ed essere presenti ovunque le persone cerchino accompagnamento e speranza", ha Ivo Muser.