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BOLZANO. «Gli inquilini - molti sono anziani - hanno paura. Temono di perdere la casa e di non riuscire a pagare il sovrapprezzo. Si rivolgono a noi per avere informazioni sul da farsi. Nei prossimi giorni ci incontreremo con i vertici Ipes per chiarire la questione». La presidenza del Centro Casa - Maurizio Surian, Dodo Detassis ed Alessandro Pancheri - fa sapere che l'Istituto per l'edilizia agevolata ha inviato lettere agli inquilini proprietari di un "alloggio adeguato" fuori provincia.
I dati ottenuti sono certi, è stato effettuato un controllo automatico incrociando le cifre con l'Agenzia delle Entrate. «Con poche righe scarne l'Ipes ha annunciato la revoca dell'appartamento ed il passaggio entro 30 giorni dal "canone sociale" a quello "sostenibile" con inevitabile aumento dell'affitto. Da sottolineare che i nuovi contratti non saranno più a tempo indeterminato ma 4+4 rinnovabili».
Nuove regole - continua il Centro Casa - introdotte dalla legge di riforma dell'edilizia sociale del 2022, volute dall'ex assessora Waltraud Deeg. «Un "regalo" che mette in crisi anche chi ha ereditato una piccola porzione di casa. Qui non si parla di "magioni", ma di bilocali o casette magari costruite negli anni e con fatica di chi ha lasciato la terra d'origine per venire a lavorare in Alto Adige».
Palfrader: case in Calabria,Albania e Costa Smerlda
Wilhelm Palfrader - direttore generale dell'Ipes - spiega che sono partite le prime cento lettere «ma non credo che in totale saranno molte di più». La casistica di chi ha un secondo alloggio quale è? «Varia. C'è chi risulta proprietario di un alloggio in Calabria senza riscaldamento ma c'è anche chi possiede un appartamento in Costa Smeralda o una casetta in Albania. In generale si tratta di nostri inquilini che hanno un bilocale al mare o comunque una seconda casetta per la villeggiatura».
Dichiarazione di inabitabilità unica esenzione possibile
La sintesi è che l'Ipes ha inviato a numerosi assegnatari una lettera di revoca dell'alloggio occupato ed un invito a presentare una richiesta di riassegnazione dello stesso appartamento con l'applicazione del "canone sostenibile" in luogo del "canone sociale". Lettera recapitata a tutti coloro che vivono all'interno di un alloggio pubblico e che possiedano (o ne detengano i diritti reali) un "alloggio adeguato" fuori dal territorio provinciale, indipendentemente dalla distanza e dal valore. Unica condizione per l'esenzione è la dichiarazione di inabitabilità dello stesso. Norma valida per tutti gli inquilini, sia per quelli di vecchia assegnazione, vale a dire precedente all'entrata in vigore della legge Deeg, che per quelli di assegnazione più recente.
«Come è facilmente immaginabile, questa comunicazione ha creato non poco allarme tra i destinatari, molti dei quali si sono rivolti a noi del Centro Casa per avere indicazioni su come comportarsi e su quali conseguenze comporterebbe il passaggio al nuovo regime». La lettera inviata agli inquilini è molto scarna. «Si tratta perlopiù di una nota di poche righe che comunica la revoca dell'alloggio e invita l'inquilino a presentare la nuova domanda per il passaggio al "canone sostenibile" entro 30 giorni. Non vengono date indicazioni sul nuovo canone, né sui contenuti del nuovo contratto».
L'affitto sarà più alto: «Questa è l'unica certezza»
La sintesi per Surian, Detassis e Pancheri è una sola. «Quasi tutti si troveranno a pagare un affitto più alto. «Verrà valutata ogni singola posizione: la capacità economica dei singoli (Durp), la consistenza del nucleo familiare, l'età o la presenza di condizioni di fragilità. Al momento i più penalizzati ed i più allarmati sono i vecchi inquilini». Il Centro Casa in base ad una prima stima fa due conti. «Prendiamo un alloggio di medie dimensioni - 60 mq netti - oggi il canone sociale medio viaggia tra i 250 e i 300 euro al mese. Lo stesso occupato da tre persone con "valore stimato economico" stabilito in base alla Durp di 2,37 passerebbe ad un canone sostenibile di circa 350 euro. I valori per redditi maggiori salirebbero poi fino ad un "valore" di 3,73 che significa in automatico il passaggio al canone provinciale di 630 euro».


