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Laives. In un settore come quello delle strutture per la prima infanzia fare previsioni statistiche è tutt’altro che facile. «In questo settore i dati sono fluttuanti – afferma Claudia Furlani, assessora a scuola e sociale –, e così può succedere che un anno ci siano tanti richieste e che invece l’anno dopo ce ne siano la metà».
Claudia Furlani ha fornito una serie di dati in risposta a un’interpellanza sul tema presentata dal consigliere Dino Gagliardini (Pd), che proponeva la realizzazione di una microstruttura in zona Toggenburg, a Pineta, dove a breve l’Ipes costruirà un nuovo condominio. L’assessora Furlani ha spiegato che intanto non è in programma, per l’amministrazione comunale, la costruzione di un nuovo asilo nido nella frazione di Pineta. «Prima vanno fatte tutte le valutazioni del caso – spiega Furlani –. Sappiamo ad esempio che ci sono spostamenti sul territorio: magari chi da Laives si reca a Bolzano per lavoro trova più comodo portare i bambini alla microstruttura di San Giacomo o a quella nella zona industriale di Bolzano, dove noi, come Comune, abbiamo acquistato alcuni posti. Quest’anno abbiamo incrementato la capienza della microstruttura gestita dalla cooperativa delle Tagesmutter, sempre a San Giacomo, aumentandola di 10 unità. Ricordo poi che sempre a San Giacomo, nel grande progetto di ricostruzione dell’intera zona scolastica condiviso con Bolzano, abbiamo previsto il posto per una microstruttura».
A sostegno di questa situazione difficilmente prevedibile per quanto riguarda le domande di ammissione ai nidi, Claudia Furlani elenca i dati delle domande inevase dall’anno 2008 al 2019. Nel 2008, ad esempio, i bambini in lista d’attesa erano 36, passando l’anno dopo a 38, per poi calare a 30, quindi a 21 nel 2012 e arrivando a quota zero fra il 2014 e il 2016. Per il 2017 le domande inevase sono state 6, poi salite a 11; a 25 fra il 2018 e il 2019 e infine, alle 22 di quest’anno. «Questo per dire come cambiano le situazioni di anno in anno - sottolinea l’assessora -, cosa che non consente di programmare il numero di operatori necessario». A proposito di operatori dei nidi: entro il 2021 il Comune dovrà assumerne almeno 4 in più. In base alle nuove normative bisognerà passare da un operatore ogni 8 bambini a uno ogni 5.
Infine, i costi effettivi a carico del Comune di Laives (decurtati dai contributi provinciali): nel 2018, per le Tagesmutter sono stati spesi 118 mila euro. Per microstrutture e nidi in altri comuni, 66 mila euro circa. Per la microstruttura di San Giacomo circa 100 mila. Per il nido comunale di Laives, circa 260 mila euro. «Il Comune – conclude Furlani – deve garantire il servizio per bambini da 0 a 3 anni, almeno al 15 per cento; attualmente noi siamo a quota 30 per cento, dunque molto oltre il limite minimo previsto dalle normative».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Claudia Furlani ha fornito una serie di dati in risposta a un’interpellanza sul tema presentata dal consigliere Dino Gagliardini (Pd), che proponeva la realizzazione di una microstruttura in zona Toggenburg, a Pineta, dove a breve l’Ipes costruirà un nuovo condominio. L’assessora Furlani ha spiegato che intanto non è in programma, per l’amministrazione comunale, la costruzione di un nuovo asilo nido nella frazione di Pineta. «Prima vanno fatte tutte le valutazioni del caso – spiega Furlani –. Sappiamo ad esempio che ci sono spostamenti sul territorio: magari chi da Laives si reca a Bolzano per lavoro trova più comodo portare i bambini alla microstruttura di San Giacomo o a quella nella zona industriale di Bolzano, dove noi, come Comune, abbiamo acquistato alcuni posti. Quest’anno abbiamo incrementato la capienza della microstruttura gestita dalla cooperativa delle Tagesmutter, sempre a San Giacomo, aumentandola di 10 unità. Ricordo poi che sempre a San Giacomo, nel grande progetto di ricostruzione dell’intera zona scolastica condiviso con Bolzano, abbiamo previsto il posto per una microstruttura».
A sostegno di questa situazione difficilmente prevedibile per quanto riguarda le domande di ammissione ai nidi, Claudia Furlani elenca i dati delle domande inevase dall’anno 2008 al 2019. Nel 2008, ad esempio, i bambini in lista d’attesa erano 36, passando l’anno dopo a 38, per poi calare a 30, quindi a 21 nel 2012 e arrivando a quota zero fra il 2014 e il 2016. Per il 2017 le domande inevase sono state 6, poi salite a 11; a 25 fra il 2018 e il 2019 e infine, alle 22 di quest’anno. «Questo per dire come cambiano le situazioni di anno in anno - sottolinea l’assessora -, cosa che non consente di programmare il numero di operatori necessario». A proposito di operatori dei nidi: entro il 2021 il Comune dovrà assumerne almeno 4 in più. In base alle nuove normative bisognerà passare da un operatore ogni 8 bambini a uno ogni 5.
Infine, i costi effettivi a carico del Comune di Laives (decurtati dai contributi provinciali): nel 2018, per le Tagesmutter sono stati spesi 118 mila euro. Per microstrutture e nidi in altri comuni, 66 mila euro circa. Per la microstruttura di San Giacomo circa 100 mila. Per il nido comunale di Laives, circa 260 mila euro. «Il Comune – conclude Furlani – deve garantire il servizio per bambini da 0 a 3 anni, almeno al 15 per cento; attualmente noi siamo a quota 30 per cento, dunque molto oltre il limite minimo previsto dalle normative».
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