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LAIVES. Pedalata dopo pedalata sono arrivati fino in Vaticano, percorrendo oltre 800 chilometri in bicicletta, da Vadena a Roma. Un viaggio di dodici giorni in occasione del Giubileo, per celebrare l'Anno Santo e godersi un'avventura forse irripetibile. Protagonista una coppia di amici della Bassa, grandi appassionati di ciclismo: Emanuele Montali, 55 anni, ispettore della Polizia locale di Bolzano, e Armando Fiorese, 56 anni, dipendente dell'Asl provinciale.
Entrambi originari di Laives, l'uno residente fra Bronzolo e Bolzano, e l'altro a Ora. In sella alle loro gravel - biciclette a metà fra una bici da corsa e una mountain bike, ovviamente senza pedalata assistita - si sono sciroppati 842 chilometri fra ciclabili, sentieri mezzi abbandonati, saliscendi e soprattutto la via Francigena, per un totale di 8.330 metri di dislivello percorsi in dodici giorni.
La partenza da Vadena
I due amici si sono messi in moto sabato 6 settembre, dandosi appuntamento a Vadena, dove hanno imboccato la ciclabile che corre lungo l'Adige. «Il primo tratto è stato il più semplice da percorrere - spiega Emanuele Montali -, siamo partiti da Vadena e abbiamo pedalato sulla ciclabile fino a Mantova, per poi dirigerci a Parma e quindi verso il passo della Cisa. Lì abbiamo vissuto il momento più duro per colpa del maltempo, con una pioggia torrenziale e la bufera che ci ha investiti, soprattutto nella discesa verso La Spezia, con l'aggiunta di una foratura nel bel mezzo del diluvio. Devo dire che in quel momento ho pensato di rinunciare, di girare la bici e tornare indietro, ma per fortuna abbiamo resistito».
Il resto del viaggio è stato decisamente meno burrascoso. Anzi, il bel tempo ha reso l'avventura «un'esperienza unica». I due altoatesini, lungo la via dei pellegrini, hanno attraversato la Toscana arrivando nel Lazio e quindi alle porte di Roma. «L'ultima tappa è stata la più corta, appositamente, una ventina di chilometri con traguardo in Piazza San Pietro, dove siamo rimasti poco, a dire il vero, perché avevamo il treno da prendere e fare rientro a casa, visto che i giorni di ferie erano finiti e dovevamo tornare a lavorare».
In bici dall'Inghilterra
Tanti i racconti accumulati durante il percorso: «Ci siamo incrociati più volte con un gruppetto di giovani inglesi che stavano percorrendo la stessa strada dopo essere partiti dall'Inghilterra. Per noi non era la prima vacanza pedalando, ma finora ci eravamo limitati a tragitti di alcuni giorni, mai così tanti. A dire il vero non eravamo sicuri di farcela, dunque la soddisfazione è davvero grande». Ogni giorno di viaggio era differente da quello precedente, mutando le condizioni del percorso e del meteo, e così cambiavano anche i chilometri percorsi quotidianamente. «Dove pernottare lo decidevamo di giorno in giorno, perlopiù B&B e alloggi turistici, poi la sera ci concedevamo un giretto a piedi e la cena, alla fine è stata una vera vacanza, portandoci dietro l'indispensabile, per noi e per le bici». Esperienza da rifare? «Vedremo, forse così lunga direi di no, ma non si sa mai», chiude Montali.


