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MAGRE’. Non sono bastate poco più di 2 ore e mezzo al dottor Cesare Guerreschi - orgoglioso di essere nato a Sarentino e aver lavorato per molti anni a Bolzano- a spiegare allo, purtroppo ancora una volta, sparuto, gruppo di persone presenti nella sala “Karl Anrather” di Magré, il gravissimo fenomeno delle dipendenze. Dipendenze da gioco d’azzardo, da droghe, da alcol, da shopping, da cellulare, dal sesso, dalla pornografia, da Internet e sì, anche da lavoro. Ma non sanno quanto hanno perso coloro che alla serata informativa, organizzata dal circolo delle Acli e dal Kvw, le Acli di lingua tedesca, hanno preferito il divano ad ascoltare in tivù le solite promesse dei candidati alle elezioni provinciali. Guerreschi, nel campo appunto delle dipendenze, è un luminare a livello mondiale, tanto che è appena tornato dal Giappone e partirà presto per il Cile: sempre per spiegare questo fenomeno, del gioco d’azzardo, dell’alcol, del telefonino, ecc. che sta sempre più diffondendosi. Appena interpellato da Renato Barcatta e da Heidrun Goller, presidenti dei due circoli delle Acli, Guerreschi ha fatto tappa a Magré e non si è risparmiato nell’elencare dati, situazioni, consigli e manifestando anche preoccupazione per le decine di milioni di “ammalati”, “così si devono chiamare – ha detto – queste persone che non possono fare a meno del telefonino, dell’alcol, di sostanze stupefacenti, del gioco, del sesso ed altro.
I bambini. «La dipendenza – ha detto il professore, psicologo clinico – sarà il cancro del domani». Senza mezzi termini ha poi definito il cellulare una piaga sociale. «Non è possibile – ha detto ancora – vedere bambini che frequentano le elementari, con in mano un cellulare e che se lo tengono stretto anche a colazione, a pranzo e a cena, che non parlano più con i genitori, che non giocano con gli amici, che non vogliono più fare i compiti e studiare».
Da un’analisi è emerso che già a 5/6 anni i bambini fanno la loro prima richiesta ai genitori di poter avere un telefonino, quando è ormai risaputo che l’uso forsennato di questi apparecchi telefonici può provocare tumori cerebrali, all’orecchio, al collo e problemi alle dita.
Le tecnologie. Attenzione anche all’uso del computer. «La rete – ha detto Guerreschi – non si deve demonizzare, ma neppure usare in modo eccessivo. I bambini non devono mai essere lasciati soli davanti allo schermo. Anche perché c’è il rischio del cyberbullismo e nelle pieghe dei social si possono infilare gli imbroglioni, pedofili compresi». Ci sono poi – ha anche detto – i dipendenti dalla pornografia, che sono 8 milioni nel mondo e che hanno a disposizione 20 miliardi di filmati porno da vedere gratuitamente. Si può guarire dalla dipendenza? «No - ha detto - si può controllarla ma non svanisce mai più».
L’alcol. Sicuramente è per questo che Guerreschi ha creato a Bolzano la comunità “Ultima spiaggia” che, senza nessuna sovvenzione, cura con 8 ore di terapia al giorno, soprattutto i più diseredati dalle varie dipendenze. Il protagonista della serata ha anche accennato al gioco d’azzardo che coinvolge scommettitori “che non riescono a capire – ha detto – che a vincere è sempre il banco”.
E l’alcol? Altra piaga diffusissima specie nella nostra regione, dove si incomincia a bere già a 11 anni. Il consiglio per gli adulti è di assumere al massimo un bicchiere e mezzo di vino al giorno, il resto – ha detto – è abuso. Attenti poi alle donne alcoldipendenti: i loro figli nascono già alcolizzati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I bambini. «La dipendenza – ha detto il professore, psicologo clinico – sarà il cancro del domani». Senza mezzi termini ha poi definito il cellulare una piaga sociale. «Non è possibile – ha detto ancora – vedere bambini che frequentano le elementari, con in mano un cellulare e che se lo tengono stretto anche a colazione, a pranzo e a cena, che non parlano più con i genitori, che non giocano con gli amici, che non vogliono più fare i compiti e studiare».
Da un’analisi è emerso che già a 5/6 anni i bambini fanno la loro prima richiesta ai genitori di poter avere un telefonino, quando è ormai risaputo che l’uso forsennato di questi apparecchi telefonici può provocare tumori cerebrali, all’orecchio, al collo e problemi alle dita.
Le tecnologie. Attenzione anche all’uso del computer. «La rete – ha detto Guerreschi – non si deve demonizzare, ma neppure usare in modo eccessivo. I bambini non devono mai essere lasciati soli davanti allo schermo. Anche perché c’è il rischio del cyberbullismo e nelle pieghe dei social si possono infilare gli imbroglioni, pedofili compresi». Ci sono poi – ha anche detto – i dipendenti dalla pornografia, che sono 8 milioni nel mondo e che hanno a disposizione 20 miliardi di filmati porno da vedere gratuitamente. Si può guarire dalla dipendenza? «No - ha detto - si può controllarla ma non svanisce mai più».
L’alcol. Sicuramente è per questo che Guerreschi ha creato a Bolzano la comunità “Ultima spiaggia” che, senza nessuna sovvenzione, cura con 8 ore di terapia al giorno, soprattutto i più diseredati dalle varie dipendenze. Il protagonista della serata ha anche accennato al gioco d’azzardo che coinvolge scommettitori “che non riescono a capire – ha detto – che a vincere è sempre il banco”.
E l’alcol? Altra piaga diffusissima specie nella nostra regione, dove si incomincia a bere già a 11 anni. Il consiglio per gli adulti è di assumere al massimo un bicchiere e mezzo di vino al giorno, il resto – ha detto – è abuso. Attenti poi alle donne alcoldipendenti: i loro figli nascono già alcolizzati.
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