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LAIVES. Venerdì, in giunta provinciale si inizierà a parlare di emergenza freddo e centri di accoglienza in previsione della stagione invernale e ripartiranno i confronti con i Comuni. Per quanto riguarda Laives, dovrebbero essere rimessi a disposizione i 20 posti letto allestiti in un edificio della zona artigianale Vurza di proprietà del Comune di Laives. Sarà il terzo inverno in cui Laives ospiterà migranti regolari che rientrano nel programma provinciale di accoglienza.
Stando alle anticipazioni, il programma provinciale punterebbe ad ampliare il periodo di accoglienza, anticipandolo dal 1° novembre per arrivare fino al 15 aprile, a seconda delle condizioni meteorologiche che si verificheranno quest'inverno.
L'assessora Debora Pasquazzo spiega che della questione non si è ancora parlato e la giunta conta di portarla all'attenzione del consiglio comunale appena ci sarà qualche cosa di concreto. Pasquazzo comunque non vede problemi in merito e ribadisce quello che già lo scorso inverno il Comune, affermando di voler fare la sua parte, aveva posto come condizione per l'accoglienza: «Massimo 20 persone, perché di più non ce ne starebbero nello spazio al capannone in zona Vurza (nella foto sopra a destra, foto Canali) e, come Comune, Laives non ha altre disponibilità da offrire».
Alla luce dell'esperienza fatta nei primi due inverni nei quali è stato aperto il centro di accoglienza a Vurza, non si dovrebbero ripetere le polemiche e i timori che avevano accompagnato l'esordio del centro in territorio comunale: non ci sono stati problemi di sicurezza o di ordine pubblico e la maggioranza degli ospiti, tutti con regolare permesso di soggiorno, aveva un posto di lavoro. Le spese sono a carico della Provincia, mentre il Comune di Laives ha messo a disposizione lo spazio dove allestire il servizio, accanto al capannone acquistato anni fa all'asta con l'intenzione di farne la nuova sede del cantiere comunale. Intanto, lo spazio è utilizzato come deposito di materiali (la parte a fianco del centro per l'emergenza freddo) e il Comune sta valutando come intervenire con l'eventuale trasformazione in base alle future esigenze.


