LAIVES. «Ho ricucito lo strappo con Forza Italia e quindi potremo contare su una maggioranza di 15 consiglieri su 27», a parlare è il sindaco di Laives Giovanni Seppi che ieri (3 luglio) in municipio ha presentato ufficialmente la sua squadra di governo: ci saranno Debora Pasquazzo (La Civica), che ha conquistato nella notte i galloni da vicesindaco, Paolo Zenorini (Lega), Antonio Cantoro (Fratelli d'Italia), Marlene Hofer (Svp) e l'italiano in quota Stella Alpina Walter Landi.

A Bruno Borin (Forza Italia) è stato prospettato un posto di sottogoverno (Comprensorio, cda nelle partecipate o altro) ma anche una possibile delega nel settore energetico, in cui ha una particolare competenza. Il centrodestra al momento di trattare si è sfilacciato e a rimanere tagliata fuori è stata la lista dell'ex sindaco e attuale assessore provinciale Christian Bianchi, che ha "pagato" - secondo Seppi - una campagna etnica, risultata indigesta a molti iscritti della Stella Alpina. «Si sono sentiti offesi - ha sottolineato Seppi - anche molti elettori».

Bianchi: «Deluso e meravigliato dall'arroganza del nuovo sindaco. Ma anche dagli alleati di centrodestra»

L'assessore provinciale non ha preso bene l'esclusione, come testimoniano le dichiarazioni rese ieri ad Alto Adige Tv. «Con cinque eletti, dopo la Svp, siamo il partito più rappresentativo. Per quasi dieci anni abbiamo garantito che le cose in città funzionassero bene dopo un periodo tribolato. Sono deluso e meravigliato dall'arroganza del nuovo sindaco. Gli alleati di centrodestra? Di solito quando si parte uniti si va avanti a trattare compatti». Bianchi non esclude conseguenze in Provincia: «Ogni azione ha delle conseguenze».

Duro il Pd: «Traditi anche gli elettori»

Il centrosinistra e il Pd in particolare sperava che, alla fine, Seppi - dopo il sostegno accordato al ballottaggio - optasse per una giunta di colore diverso. «Un sindaco che tradisce. Tradisce la volontà degli elettori. Tradisce i suoi stessi valori, scegliendo di portarsi in giunta chi, durante la campagna elettorale, lo ha definito "nemico". Tradisce la parola data agli elettori: ha promesso un cambiamento, e invece è riuscito a mettere in piedi un capolavoro di gattopardismo»: a parlare è Mauro Mazzio, segretario del Pd di Laives.

Gli fa eco Sara Endrizzi: «La scelta è legittima, ci mancherebbe. Ma politicamente ed eticamente insostenibile. Seppi è stato eletto grazie all'appoggio del centrosinistra e ai voti dei suoi elettori: è una totale mancanza di rispetto verso gli elettori stessi il fatto che lui abbia varato una maggioranza con coloro che di fatto erano i suoi competitor. I laivesotti hanno scelto per un cambiamento invece si trovano ancora una giunta di destra. Non c'è da stupirsi che poi la politica venga considerata poco seria e ci sia un continuo calo di residenti che si reca alle urne».