Heinrich Filippi, “professione” volontario: «Dalle Filippine all’Ucraina, aiutare sempre»
Ha lavorato per 37 anni nel cantiere comunale di Laives. Nel 2001 alcuni amici morirono sul Carè Alto e fu quella la scintilla: così insieme abbiamo creato «Progetto aiuto». Con Croce Bianca e Protezione civile internazionale al fianco dei più deboli
BOLZANO. «Fare il volontario significa mettersi a disposizione degli altri e regalare un po' di se stessi, e in cambio si riceve tantissimo». A dirlo è Heinrich Filippi, molto noto a Laives per aver lavorato 37 anni al cantiere comunale, del quale è stato anche responsabile, oltre che un esperto conoscitore della rete di distribuzione dell'acqua potabile nel territorio. Poi è arrivata la meritata pensione, ma Filippi non si è fermato.Da 25 anni è nel volontariato, e in tale contesto continua a mettere a disposizione la sua preparazione come «consulente e istruttore idropotabile».Affascinanti per le spiegazioni sul funzionamento del delicato sistema delle falde acquifere e dei pozzi di Laives erano - fino a quando ha lavorato al cantiere comunale - le sue vere e proprie lezioni durante le visite al serbatoio dell'acquedotto comunale o alle sorgenti che forniscono l'acqua potabile che infine esce dai rubinetti delle abitazioni di Laives.
Come è maturata la decisione di impegnarsi nel volontariato?
Era ferragosto del 2001, quando alcuni amici cari morirono sul Carè Alto. È stata quella la scintilla che ha fatto scattare la volontà di impegnarmi come volontario. Così, insieme ad amici abbiamo creato "Progetto aiuto", per aiutare chi ha bisogno.
Da allora lei non si è più fermato, e come volontario ha girato mezzo mondo accumulando esperienze anche drammatiche.
Sì, sono volontario nella Croce bianca, servizio sanitario, e da 9 anni anche nella Protezione civile internazionale. Quando ancora lavoravo al Comune di Laives, metà delle mie ferie le impiegavo per andare ad aiutare popolazioni un po' ovunque ce ne fosse bisogno: dall'Africa all'Asia, alle Filippine e all'Indonesia, sempre per contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone più sfortunate.Negli ultimi anni anche in Ucraina e Moldavia, presso orfanotrofi e centri di riabilitazione.
Dal Sud-Est asiatico al teatro di guerra in Ucraina: esperienze diverse ma spesso drammatiche.
In Moldavia abbiamo portato migliaia di piantine di piccoli frutti, ricevuti dalla "Sant'Orsola", per avviare un'attività di coltivazione. In Ucraina siamo andati per sistemare l'impianto di un bunker-ospedale. A proposito di Ucraina, oltre ai danni materiali causati dalle bombe e dai missili, un aspetto drammatico sono le terribili conseguenze psicologiche sui più piccoli, vittime loro malgrado.Nelle Filippine e in Indonesia, ho contribuito a fare arrivare acqua potabile a diversi villaggi dove prima, a causa dell'acqua infetta, la gente moriva per le infezioni. Per me, la gioia più grande è stata vedere la felicità di questa gente quando ha visto sgorgare l'acqua.
Lei ha anche un impegno, sempre come volontario, nella zona del Garda, in questo caso, con la locale Croce rossa.
Sì, in accordo con la Croce rossa e con il Comune di Tremosine sul Garda, abbiamo allestito il progetto "Mantenimento del bene pubblico". È rivolto ai ragazzi di prima media: quando sono liberi dagli impegni scolastici, sono sollecitati a fare del volontariato.Noi con un pulmino andiamo a prenderli nelle varie frazioni che compongono il comune di Tremosine e insegniamo loro come fare della manutenzione del patrimonio pubblico. L'amministrazione comunale ha messo a nostra disposizione una vecchia scuola che utilizziamo sia per il riuso di tante cose che altrimenti verrebbero semplicemente buttate, sia per realizzare lavori con i giovani.Dal canto loro, le famiglie sono contente, anche perché teniamo i figli occupati e insegniamo loro qualcosa di utile.
Che cosa si sente di dire a chi va in pensione?
Di pensare per tempo all'impegno nel volontariato, bello, prezioso e utile per tutti.