Merano. Lanciata dai giovani dell’associazione Younited di Laives, l’iniziativa del “pane sospeso” strada facendo si è diversificata e mentre al panificio Innerkofler, in centro città, ogni giorno mediamente una decina di persone ricevono il pane gratuitamente proprio grazie a questa iniziativa, presso il negozio di alimentari “Dal Guerzo”, in via Sottomonte, la formula è cambiata e al posto del pane il gestore mette a disposizione del Gruppo missionario di Laives le somme o i prodotti corrispondenti alle donazioni lasciate dai clienti.

«Qui in panificio – spiega Anita – mediamente ogni giorno una decina di persone ricevono il pane gratuitamente, pagato da altri clienti. Con il Covid succede che arrivi anche qualcuno in più, ma comunque il pane sospeso grazie alle donazioni degli altri clienti va avanti regolarmente».

La solidarietà.

Diversa, come dicevamo, l’evoluzione dell’iniziativa presso il negozio alimentari Dal Guerzo, in via Sottomonte. «Paradossalmente – dice Igor Guerzoni – da me coloro che lasciavano il pane sospeso erano più delle persone che lo chiedevano. Così a un certo punto ci siamo accordati con il Gruppo missionario, al quale diamo il valore in merce. Per questo abbiamo disposto una casetta dove i clienti possono mettere prodotti alimentari che poi i rappresentanti del gruppo missionario vengono a prendere per distribuirli a chi ha maggiormente bisogno».

L’iniziativa promossa dall’associazione Younited per il pane sospeso insomma va avanti e si basa sulla solidarietà della gente nei confronti di chi ha bisogno, una solidarietà diffusa a quanto pare se, come al negozio Dal Guerzo, il pane sospeso era troppo rispetto alle richieste che arrivavano.

Così Guerzoni ha deciso di convertirlo in aiuti destinati al Gruppo missionario che gestisce a Laives il punti di distribuzione “Alimentiamo la solidarietà”. A proposito ricordiamo che per accedere agli aiuti del Gruppo missionario bisogna prima dimostrare lo stato di bisogno fotografato dalla dichiarazione Isee.

La storia dell’iniziativa.

Quanto al pane sospeso, si tratta di un’iniziativa che il gruppo di giovani dell’associazione Younited aveva lanciato dopo quella del “caffè sospeso”. Quest’ultima mutuata dalla realtà di Napoli, dove è tradizione che chi vuole lasci al bar qualche caffè sospeso, cioè già pagato, del quale possa giovarsi poi gratuitamente chi arriverà dopo chiedendo effettivamente se c’è qualche caffè sospeso. Qui questa abitudine ha faticato comunque ad attecchire, mentre invece quella analoga del pane sospeso, come garantiscono i gestori dei due negozi che hanno aderito fin dall’inizio alla proposta dei giovani, sta continuando con discreto successo, probabilmente perché più improntata alla solidarietà sociale.