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Laives. Sara Endrizzi, Cristina Busetti, Dino Gagliardini e Marco Franceschini, il gruppo consiliare del Partito Democratico, con una lunga presa di posizione tornano sul confronto che ha caratterizzato la recente seduta nella quale è stato approvato il conto consuntivo 2018, vale a dire il bilancio della giunta relativo all’anno passato.
I punti del programma.
Prevedibilmente, l’opinione dell’opposizione è stata l’opposto di quella della giunta comunale, alla quale il sindaco Christian Bianchi ha detto di voler assegnare «un bel 10 e lode». «Il sindaco Bianchi dà un 10 e lode a se stesso e alla sua maggioranza per il bilancio 2018 – dicono i consiglieri del Pd – ma noi, come abbiamo già evidenziato durante la seduta del consiglio comunale, abbiamo un’opinione molto diversa. In che modo giudichiamo il 2018, anno che doveva essere fondamentale per quest’amministrazione, con un avanzo di ben 11.333.39,87 euro – a cui vanno aggiunti oltre 10 milioni di fondi vincolati ma non spesi – è presto detto. Innanzitutto si tratta di parole, simulazione, marketing su ciò che non si è fatto. In secondo luogo si tratta di una giunta sempre in itinere, con tanti soldi, che vivacchia sullo sviluppo futuro di progetti ma che non riesce a far fare un passo in avanti alla realtà quotidiana della gente: basta considerare i problemi dei commercianti, quelli degli artigiani, i posti di lavoro in città persi con le chiusure, i maggiori servizi richiesti dalla popolazione, la mancanza di parcheggi, la trascuratezza sulle piccole cose, i trasporti pubblici da migliorare, la pulizia e l’igiene urbana sempre più latitanti, la zona sportiva immobilizzatasi, le problematiche delle associazioni e del volontariato con i nuovi regolamenti. E poi il centro di Laives: non è mai stato così trasandato, e non c’è stato il vero salto di qualità che avrebbe potuto esserci, per esempio, con la riqualificazione di via Kennedy come motore di economia e socialità».
I rapporti con l’Svp.
I consiglieri Pd proseguono parlando dei rapporti tra sindaco e Svp: «Siamo di fronte a un’unica forza politica, la Svp, capace di drenare gran parte dei soldi a disposizione per far mettere in cantiere i punti del proprio programma. In poche parole, fa il proprio mestiere politico e sa bene come imporre la propria forza ai partner di maggioranza. Nonostante i proclami, il sindaco Christian Bianchi non ha cambiato né il volto né il passo alla burocrazia. Non ci è riuscito e non ha nemmeno tentato, considerate certe singolarità e abitudini negative dell’apparato che continuano a persistere».
La bocciatura della giunta si chiude con una considerazione caustica. «Un’impresa privata è sana se produce utili e guadagni, ma un’amministrazione pubblica è valida se spende i soldi per strutture e servizi tenendo i conti in ordine. Però nel 2018 non c’è stata una svolta cruciale per il prosieguo. E anche il 2019 si avvia verso la chiusura come un anno mesto e moscio». Critiche destinate inevitabilmente a infiammare il dibattito politico locale fra maggioranza e opposizione a mano a mano che si avvicina la campagna elettorale per le comunali del 2020. Di fatto, a distanza di quattro anni dall’insediamento della giunta guidata dal sindaco Bianchi, rimarrà ancora il tempo, da qui a maggio prossimo, per predisporre un ultimo bilancio di previsione (che vedrà la luce entro fine anno) e, probabilmente, anche un ultimo conto consuntivo, dopodiché tutto tornerà in mano agli elettori.
Tornando alla riunione di consiglio di qualche sera fa, l’unico aspetto che ha trovato d’accordo maggioranza e opposizione (sottolineato anche dalla presidente del consiglio Sieglinde Niederstätter Fauster) è stato il tono pacato con il quale si è svolto il confronto in aula, sebbene nessuno dei due fronti abbia concesso alcunché all’altro. Alle critiche dell’opposizione che per ogni punto programmatico della maggioranza elencato aggiungeva «questo risulta disatteso», il sindaco ribatteva sottolineando che diversi progetti sono pronti e finanziati.
I punti del programma.
Prevedibilmente, l’opinione dell’opposizione è stata l’opposto di quella della giunta comunale, alla quale il sindaco Christian Bianchi ha detto di voler assegnare «un bel 10 e lode». «Il sindaco Bianchi dà un 10 e lode a se stesso e alla sua maggioranza per il bilancio 2018 – dicono i consiglieri del Pd – ma noi, come abbiamo già evidenziato durante la seduta del consiglio comunale, abbiamo un’opinione molto diversa. In che modo giudichiamo il 2018, anno che doveva essere fondamentale per quest’amministrazione, con un avanzo di ben 11.333.39,87 euro – a cui vanno aggiunti oltre 10 milioni di fondi vincolati ma non spesi – è presto detto. Innanzitutto si tratta di parole, simulazione, marketing su ciò che non si è fatto. In secondo luogo si tratta di una giunta sempre in itinere, con tanti soldi, che vivacchia sullo sviluppo futuro di progetti ma che non riesce a far fare un passo in avanti alla realtà quotidiana della gente: basta considerare i problemi dei commercianti, quelli degli artigiani, i posti di lavoro in città persi con le chiusure, i maggiori servizi richiesti dalla popolazione, la mancanza di parcheggi, la trascuratezza sulle piccole cose, i trasporti pubblici da migliorare, la pulizia e l’igiene urbana sempre più latitanti, la zona sportiva immobilizzatasi, le problematiche delle associazioni e del volontariato con i nuovi regolamenti. E poi il centro di Laives: non è mai stato così trasandato, e non c’è stato il vero salto di qualità che avrebbe potuto esserci, per esempio, con la riqualificazione di via Kennedy come motore di economia e socialità».
I rapporti con l’Svp.
I consiglieri Pd proseguono parlando dei rapporti tra sindaco e Svp: «Siamo di fronte a un’unica forza politica, la Svp, capace di drenare gran parte dei soldi a disposizione per far mettere in cantiere i punti del proprio programma. In poche parole, fa il proprio mestiere politico e sa bene come imporre la propria forza ai partner di maggioranza. Nonostante i proclami, il sindaco Christian Bianchi non ha cambiato né il volto né il passo alla burocrazia. Non ci è riuscito e non ha nemmeno tentato, considerate certe singolarità e abitudini negative dell’apparato che continuano a persistere».
La bocciatura della giunta si chiude con una considerazione caustica. «Un’impresa privata è sana se produce utili e guadagni, ma un’amministrazione pubblica è valida se spende i soldi per strutture e servizi tenendo i conti in ordine. Però nel 2018 non c’è stata una svolta cruciale per il prosieguo. E anche il 2019 si avvia verso la chiusura come un anno mesto e moscio». Critiche destinate inevitabilmente a infiammare il dibattito politico locale fra maggioranza e opposizione a mano a mano che si avvicina la campagna elettorale per le comunali del 2020. Di fatto, a distanza di quattro anni dall’insediamento della giunta guidata dal sindaco Bianchi, rimarrà ancora il tempo, da qui a maggio prossimo, per predisporre un ultimo bilancio di previsione (che vedrà la luce entro fine anno) e, probabilmente, anche un ultimo conto consuntivo, dopodiché tutto tornerà in mano agli elettori.
Tornando alla riunione di consiglio di qualche sera fa, l’unico aspetto che ha trovato d’accordo maggioranza e opposizione (sottolineato anche dalla presidente del consiglio Sieglinde Niederstätter Fauster) è stato il tono pacato con il quale si è svolto il confronto in aula, sebbene nessuno dei due fronti abbia concesso alcunché all’altro. Alle critiche dell’opposizione che per ogni punto programmatico della maggioranza elencato aggiungeva «questo risulta disatteso», il sindaco ribatteva sottolineando che diversi progetti sono pronti e finanziati.


