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LAIVES. «Sono un eremita nell'animo, anarchico ma responsabile, che dopo aver trascorso una vita sui ring di mezzo mondo non ha appeso i guantoni al chiodo. Adesso alleno giovani promesse, atleti navigati ma anche imprenditori e manager»: Franz Haller, 66 anni, pluri campione del mondo di Kickboxing ma anche precursore della Boxe thailandese in Italia, da gennaio ha iniziato la sua nuova vita in una palestra in zona Vurza (al civico 22), tra San Giacomo e Pineta.Franz
Haller personal trainer. E chi l'avrebbe mai detto?
Se me lo avessero raccontato negli anni Novanta, quando ancora facevo il professionista, avrei riso di gusto. Oggi invece sono contento di poterlo fare: il fisico risponde bene nonostante il trapianto d'anca nel 2001.Anche perché quando fa il coach lei non si limita a guardare...Non ne sarei davvero capace. Sudo e mi diverto anche…
Quali sono i suoi clienti tipo?
Agli atleti do consigli prima di un match o li seguo nella preparazione ma mi occupo anche di un gruppo di dirigenti di una grossa azienda altoatesina e di diversi imprenditori della zona.A che ora inizia?A scandire il ritmo sono i clienti. Con gli imprenditori di buon'ora, dalle 7 alle 8.30, con i dirigenti e manager in pausa pranzo, dalle 12.15 alle 13.45. Massima flessibilità per far felici tutti. In vita sua ha sempre allenato anche chi non aveva un soldo in tasca...L'ho sempre considerato un dovere morale e sociale. Non ne ho mai fatto una questione di rango o classe ma di voglia di lavorare. E a fare la differenza è la motivazione…
Faticoso spostarsi da Bolzano in zona Vurza?
No, uso la bici. Stefano Gobetti (che ha Humanology ndr) mi ha accolto a braccia aperte. Ho trovato interessante la sua proposta e il clima è positivo. Quando ha disputato il suo ultimo match da professionista?A maggio 2001 ho chiuso la carriera, salendo per l'ultima volta sul ring a Bolzano, vincendo il mondiale contro l'americano Travis Johnson, per "ko" alla settima ripresa. In totale ho disputato un centinaio di incontri, di cui un'ottantina vinti.
Così tante sfide - durissime - sul ring hanno avuto ripercussioni sulla vita di tutti i giorni?Quando avevo 33 anni il mio medico Max Regele mi disse di frenare altrimenti il fisico mi avrebbe presentato il conto. Poi è accaduto, ma allenandomi - dopo l'operazione all'anca - sono riuscito a compensare. Oggi posso dire di essere in una buona condizione.
La palestra è la sua vita?
No, il mio lavoro. Che, certo, mi piace. A contare, di più, è la famiglia. Anche se ho un animo eremita.
Cosa le hanno lasciato 30 anni di matrimonio con Barbara Callegarin, che - a differenza sua - fa ancora la promoter di eventi sportivi?
Tanta ricchezza. Le sono davvero grato per il tempo che abbiamo passato assieme. Abbiamo tre figlie stupende (Anita 25, segretaria, che l'ha reso nonno, Sophia 30, logopedista, e Sara 32 psicologa) che si aggiungono a una quarta figlia (con altri nipotini) da una relazione precedente. La mia indole mi ha portato, alla lunga, a vivere da solo.
Qual è la sua vera passione?
La filosofia: da Kierkegaard a Sartre fino a Nietzsche. La direzione nella vita si scopre anche attraverso una via spirituale che ci fortifica e dà equilibrio…
Ma dei suoi ex rivali ha perso le tracce?
Erano tutti atleti favolosi ma qualcuno si è perso ed è diventato anche un criminale.Un'ultima curiosità: ma quanto guadagnava per un titolo mondiale?Un milione di vecchie lire. Di sicuro ho lavorato sempre sodo ma non sono diventato ricco. E non cerco il lusso.


