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Laives. La zona montana di La Costa-Seit, sopra Pineta, da sempre è sprovvista di una rete pubblica di acqua potabile, di una rete antincendio e di una rete per le telecomunicazioni in fibra ottica. Questo fa venir meno le garanzie in merito agli standard igienico-sanitari e alla sicurezza antincendio. Inoltre sempre per motivi di salute pubblica è necessario aumentare il grado di tutela delle sorgenti Unterrosser e Weingartner, allontanando le acque dalla zona di tutela delle sorgenti stesse. È partendo da queste considerazioni che il Comune ha avviato, da tempo, l’iter per un progetto di acquedotto che servirà i masi di La Costa-Seit e, contemporaneamente, spiega il vicesindaco Giovanni Seppi, si prevederà di fare altrettanto per i masi di Montelargo, sopra la città di Laives.
Saranno due progetti distinti, perché distinte sono le località alle quali sono destinati. Iniziando da La Costa-Seit, intervento al quale è assegnata priorità, si tratterà di captare parte dell’acqua potabile che sgorga dalla sorgente Unterrosser (che ha una portata di 4 litri al secondo) per convogliarla in sei piccoli serbatoi dislocati in posizioni strategiche sulla costa montana, serbatoi ai quali poi verranno collegati i masi della zona. La spesa prevista per quest’opera ammonta a 2 milioni e 200 mila euro, somma che in buona parte sarà coperta da un contributo provinciale. «Se va come speriamo – così Seppi – credo che i lavori potranno iniziare nel 2020». Perché sia stata scelta la soluzione dei sei piccoli serbatoi invece di una sola grande cisterna è presto detto: meno l’acqua potabile ristagna nel serbatoio e maggiore è la garanzia di purezza e salubrità. Con la posa delle condotte idriche si farà anche quella per la rete in fibra ottica. Se ne parlerà in consiglio comunale il 2 luglio.
Quindi i masi di Montelargo, che invece ricevono l’acqua potabile da Nova Ponente. «Durante i lavori di costruzione della galleria per la variante – spiega il vicesindaco – è stata individuata una falda acquifera che, alle prime analisi, si è dimostrata di buona qualità. L’idea per rifornire di acqua potabile i masi di Montelargo è quella di utilizzare quest’acqua, che tra l’altro serve anche il sistema antincendio della galleria: attraverso una condotta che è stata installata nel camino di scarico dei fumi che si accumulano in galleria, la si trasporterebbe fino ai masi circostanti. In questo caso la procedura è un po’ più complicata perché, prima di tutto, per utilizzare quest’acqua occorre avere il benestare della Provincia, quindi servono analisi approfondite e ripetute sulla sua qualità».
Per i maso di Montelargo poi è stata individuata anche una soluzione alla “sete idrica” per le coltivazioni. In un incontro con gli amministratori comunali di Nova Ponente si è arrivati all’accordo che per annaffiare i campi di Montelargo verrà prelevata l’acqua accumulatasi nel tempo dentro le gallerie di un’ex miniera di fluorite.
Saranno due progetti distinti, perché distinte sono le località alle quali sono destinati. Iniziando da La Costa-Seit, intervento al quale è assegnata priorità, si tratterà di captare parte dell’acqua potabile che sgorga dalla sorgente Unterrosser (che ha una portata di 4 litri al secondo) per convogliarla in sei piccoli serbatoi dislocati in posizioni strategiche sulla costa montana, serbatoi ai quali poi verranno collegati i masi della zona. La spesa prevista per quest’opera ammonta a 2 milioni e 200 mila euro, somma che in buona parte sarà coperta da un contributo provinciale. «Se va come speriamo – così Seppi – credo che i lavori potranno iniziare nel 2020». Perché sia stata scelta la soluzione dei sei piccoli serbatoi invece di una sola grande cisterna è presto detto: meno l’acqua potabile ristagna nel serbatoio e maggiore è la garanzia di purezza e salubrità. Con la posa delle condotte idriche si farà anche quella per la rete in fibra ottica. Se ne parlerà in consiglio comunale il 2 luglio.
Quindi i masi di Montelargo, che invece ricevono l’acqua potabile da Nova Ponente. «Durante i lavori di costruzione della galleria per la variante – spiega il vicesindaco – è stata individuata una falda acquifera che, alle prime analisi, si è dimostrata di buona qualità. L’idea per rifornire di acqua potabile i masi di Montelargo è quella di utilizzare quest’acqua, che tra l’altro serve anche il sistema antincendio della galleria: attraverso una condotta che è stata installata nel camino di scarico dei fumi che si accumulano in galleria, la si trasporterebbe fino ai masi circostanti. In questo caso la procedura è un po’ più complicata perché, prima di tutto, per utilizzare quest’acqua occorre avere il benestare della Provincia, quindi servono analisi approfondite e ripetute sulla sua qualità».
Per i maso di Montelargo poi è stata individuata anche una soluzione alla “sete idrica” per le coltivazioni. In un incontro con gli amministratori comunali di Nova Ponente si è arrivati all’accordo che per annaffiare i campi di Montelargo verrà prelevata l’acqua accumulatasi nel tempo dentro le gallerie di un’ex miniera di fluorite.


