LAIVES. Per la refezione scolastica, il Comune di Laives sposa la filosofia delle forniture a chilometro zero e biologiche. Lo fa compatibilmente con quei prodotti che rispondano effettivamente a queste caratteristiche, a partire dalla carne che viene preparata nella cucina della mensa scolastica.
«La volontà, in accordo con il nostro ufficio servizi e con una dietologa – spiega l’assessora Claudia Furlani – era quella di rivolgerci, dove possibile, a fornitori che garantiscano prodotti biologici e possibilmente anche a chilometro zero. Così, nel bando di gara, l’ufficio ha inserito criteri specifici, come quelli ambientali, di qualità e di vicinanza. La scelta, per quanto concerne la fornitura di carne, è caduta su Wörndle Interservice, che fornisce alla nostra cucina “Bio Beef”, carne di manzo giovane di alta qualità, proveniente da agricoltura biologica. Si tratta di animali allevati da una cooperativa di agricoltori delle nostre montagne, che praticano l’allevamento di vacche nutrici e conducono l’intera azienda agricola secondo le norme dell’agricoltura biologica. Questi contadini, con i loro masi, contribuiscono anche al mantenimento dell’agricoltura di montagna e lavorano in maniera sostenibile, salvaguardando le risorse disponibili. Da qui un allevamento dei capi consapevole e responsabile, un allevamento che garantisca agli animali un elevato benessere: pascolo estivo su ampie aree all’aria aperta e mucche che rimangono assieme ai propri vitellini, mangiando il fieno e l’erba dei pascoli attorno al maso. Ne deriva della carne di vitellone locale caratterizzata da una fibra delicata e da una provenienza garantita. Tutto questo ciclo è regolarmente controllato e certificato tramite “AB Cert” e “Biko Tirol”».
Quando si parla di cucina per le mense scolastiche di Laives, Pineta e San Giacomo, si parla di qualcosa come 1700 pasti al giorno (e tra questi tutti quelli “speciali” per ragioni di salute o religiose). «Per quanto riguarda la sola fornitura della carne biologica e a chilometro zero, il Comune spende durante l’anno scolastico almeno 38 mila euro – spiega l’assessora Furlani –, e inoltre la mole di lavoro è maggiore. Però siamo convinti che la qualità delle materie prime che vengono utilizzate per cucinare il cibo delle mense scolastiche debba essere la migliore possibile. Anche i controlli da parte del personale comunale sono sempre rigorosi, e io stessa, periodicamente, visito l’una o l’altra mensa, senza preavvisi, proprio per verificare che cosa effettivamente mangino i nostri ragazzi a pranzo. Poi c’è la dietologa, che ha il compito di predisporre le diete e di controllare che cosa mangiano i ragazzi. Finora direi che non abbiamo mai avuto grandi problemi. Certo, su 1700 pasti è possibile che ci sia qualcuno scontento per qualche motivo, ma, come detto, nel complesso direi che il Comune sta fornendo un servizio eccellente anche in questo settore».
«La volontà, in accordo con il nostro ufficio servizi e con una dietologa – spiega l’assessora Claudia Furlani – era quella di rivolgerci, dove possibile, a fornitori che garantiscano prodotti biologici e possibilmente anche a chilometro zero. Così, nel bando di gara, l’ufficio ha inserito criteri specifici, come quelli ambientali, di qualità e di vicinanza. La scelta, per quanto concerne la fornitura di carne, è caduta su Wörndle Interservice, che fornisce alla nostra cucina “Bio Beef”, carne di manzo giovane di alta qualità, proveniente da agricoltura biologica. Si tratta di animali allevati da una cooperativa di agricoltori delle nostre montagne, che praticano l’allevamento di vacche nutrici e conducono l’intera azienda agricola secondo le norme dell’agricoltura biologica. Questi contadini, con i loro masi, contribuiscono anche al mantenimento dell’agricoltura di montagna e lavorano in maniera sostenibile, salvaguardando le risorse disponibili. Da qui un allevamento dei capi consapevole e responsabile, un allevamento che garantisca agli animali un elevato benessere: pascolo estivo su ampie aree all’aria aperta e mucche che rimangono assieme ai propri vitellini, mangiando il fieno e l’erba dei pascoli attorno al maso. Ne deriva della carne di vitellone locale caratterizzata da una fibra delicata e da una provenienza garantita. Tutto questo ciclo è regolarmente controllato e certificato tramite “AB Cert” e “Biko Tirol”».
Quando si parla di cucina per le mense scolastiche di Laives, Pineta e San Giacomo, si parla di qualcosa come 1700 pasti al giorno (e tra questi tutti quelli “speciali” per ragioni di salute o religiose). «Per quanto riguarda la sola fornitura della carne biologica e a chilometro zero, il Comune spende durante l’anno scolastico almeno 38 mila euro – spiega l’assessora Furlani –, e inoltre la mole di lavoro è maggiore. Però siamo convinti che la qualità delle materie prime che vengono utilizzate per cucinare il cibo delle mense scolastiche debba essere la migliore possibile. Anche i controlli da parte del personale comunale sono sempre rigorosi, e io stessa, periodicamente, visito l’una o l’altra mensa, senza preavvisi, proprio per verificare che cosa effettivamente mangino i nostri ragazzi a pranzo. Poi c’è la dietologa, che ha il compito di predisporre le diete e di controllare che cosa mangiano i ragazzi. Finora direi che non abbiamo mai avuto grandi problemi. Certo, su 1700 pasti è possibile che ci sia qualcuno scontento per qualche motivo, ma, come detto, nel complesso direi che il Comune sta fornendo un servizio eccellente anche in questo settore».

