NOVA PONENTE. Sabato scorso, con lo slogan "sweet afFAIR", le Botteghe del Mondo altoatesine e l’oew-Organizzazione per un Mondo Solidale hanno aperto insieme al sindaco di Nova Ponente Christan Gallmetzer e l’assessora di Aldino Agatha Sparber la 16sima porta del Calendario d’Avvento, quella della casa della cultura di Monte San Pietro. Due terzi del cacao mondiale proviene dalla Costa d’Avorio e dal Ghana. «Se le condizioni di coltivazione nelle piantagioni di cacao dei due Paesi africani non miglioreranno, l’Europa, tra qualche anno, ne risentirà dato che gli europei sono i campioni mondiali nel consumo di cioccolato», ha detto Christan Gallmetzer. Sono ormai 35 anni che il prezzo del cacao in semi non aumenta; nel frattempo, le condizioni di lavoro degli agricoltori e delle agricoltrici nelle piantagioni si sono radicalmente deteriorate, i raccolti sono in calo e l’uso di pesticidi in aumento a causa delle monocolture. I redditi degli agricoltori e delle agricoltrici ammontano a mezzo euro al giorno e sono ben al di sotto della soglia di povertà, quanticata in due euro al giorno. Per avere un reddito che garantisca il sostentamento, il prezzo al chilogrammo del seme di cacao dovrebbe quadruplicare e arrivare a 4,5 euro. «Non serve a nulla demonizzare il cioccolato. Ciò che potrebbe provocare un cambiamento sarebbero una riduzione quantitativa e una maggiore qualità, ma non credo che il consumo cambierà a breve termine”.

Per questo motivo, Christan Gallmetzer invita chi acquista cioccolato a prediligere quello del commercio equo e solidale. "È necessario creare le condizioni affinché le persone che si trovano all’inizio della catena commerciale non siano sempre svantaggiate ma possano partecipare al commercio ed essere il motore di uno sviluppo più sostenibile», ha spiegato Agatha Sparber. La schiavitù infantile è diffusa nella coltivazione del cacao, specialmente in Costa d’Avorio. Spesso vengono acquistati o rapiti dai Paesi confinanti, Burkina Faso e Mali, e costretti a lavorare forzatamente nelle piantagioni. Il numero di bambini impiegati in questo tipo di agricoltura è attualmente stimato in 150.000 unità.

Circa 100 i partecipanti a Monte San Pietro che hanno dato volenteri una mano a sbucciare le fave tostate del cacao. Con sweet afFAIR gli organizzatori vogliono invitare la popolazione a un tête-a-tête con il cioccolato equo e fare informazione sulle condizioni di vita nelle piantagioni in cui è coltivato il cacao in Costa d’Avorio e Ghana. Infine si ricorda che si è svolto anche uno spetacolo teatrale di Alexa Brunner.