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LAIVES. Il Gruppo missionario di Laives, che da diversi anni oramai garantisce il funzionamento del punto di distribuzione dei generi alimentari alle famiglie in difficoltà “Alimentiamo la solidarietà”, lancia un appello a tutte le persone di buona volontà: «Cerchiamo volontari motivati e disponibili a collaborare – scrive Italo Paolella – secondo le proprie possibilità e competenze, magari assumendosi qualche responsabilità entrando a far parte del nostro direttivo. Diversamente, la prospettiva è quella di una chiusura di "Alimentiamo la solidarietà", già dal prossimo mese di marzo, quando si terranno le elezioni del nuovo direttivo. Facciamo quindi un appello a quanti fossero interessati ad avere informazioni più dettagliate affinché si presentino in sede, nella palazzina di piazzetta Falcone e Borsellino, dove c'è anche la sede della Croce Rossa Italiana oppure telefonino al presidente Enzo Guderzo (0471/950318)».
Sarebbe davvero grave se il punto di distribuzione viveri del Gruppo missionario locale dovesse chiudere per mancanza di volontari disponibili a dare una mano per farlo funzionare e questo perché oramai, sono mediamente più di un centinaio le famiglie che ad esso fanno riferimento per aiuti concreti, famiglie che – come ha sempre spiegato il presidente Guderzo – solo in minima parte sono di cittadini extracomunitari. La povertà, infatti, non guarda in faccia nessuno e anche diverse famiglie di Laives, per svariati motivi, si trovano in situazioni di grave precarietà. Questo – si badi bene – non viene stabilito dal Gruppo missionario, ma dal Distretto sociale che ha sede proprio di fronte al punto di distribuzione “Alimentiamo la solidarietà”, ed è deputato ad analizzare la situazione di chi chiede questi aiuti certificandola e indirizzando coloro che hanno diritto al sostegno, verso il servizio del Gruppo missionario. Per quanto riguarda le derrate alimentari, questo servizio si fonda sulla disponibilità di tanti negozi e supermercati che, ad esempio, donano prodotti prossimi alla scadenza, ma ancora sani e commestibili e poi l'agenzia europea "Agea" e il Banco alimentare. Quando c'è la disponibilità, viene anche distribuito qualche capo di abbigliamento o altro: «Soldi invece non ne abbiamo – ha sempre spiegato Enzo Guderzo – così come non siamo noi l'interlocutore per trovare un lavoro, anche se ci sono persone che ce li chiedono a volte, non sapendo proprio più dove andare a parare». L’attività era nata per aiutare le iniziative dei missionari, poi si è sviluppata sempre più e attualmente la distribuzione di generi alimentari avviene tre giorni alla settimana durante i quali, per due ore, si alternano i volontari nel punto di distribuzione. Quello che si augurano quindi Enzo Guderzo e i colleghi del Gruppo missionario è di riuscire a garantire al continuità di questo importante servizio, per non lasciare nell'indigenza totale e nella disperazione, più di un centinaio di famiglie.
Sarebbe davvero grave se il punto di distribuzione viveri del Gruppo missionario locale dovesse chiudere per mancanza di volontari disponibili a dare una mano per farlo funzionare e questo perché oramai, sono mediamente più di un centinaio le famiglie che ad esso fanno riferimento per aiuti concreti, famiglie che – come ha sempre spiegato il presidente Guderzo – solo in minima parte sono di cittadini extracomunitari. La povertà, infatti, non guarda in faccia nessuno e anche diverse famiglie di Laives, per svariati motivi, si trovano in situazioni di grave precarietà. Questo – si badi bene – non viene stabilito dal Gruppo missionario, ma dal Distretto sociale che ha sede proprio di fronte al punto di distribuzione “Alimentiamo la solidarietà”, ed è deputato ad analizzare la situazione di chi chiede questi aiuti certificandola e indirizzando coloro che hanno diritto al sostegno, verso il servizio del Gruppo missionario. Per quanto riguarda le derrate alimentari, questo servizio si fonda sulla disponibilità di tanti negozi e supermercati che, ad esempio, donano prodotti prossimi alla scadenza, ma ancora sani e commestibili e poi l'agenzia europea "Agea" e il Banco alimentare. Quando c'è la disponibilità, viene anche distribuito qualche capo di abbigliamento o altro: «Soldi invece non ne abbiamo – ha sempre spiegato Enzo Guderzo – così come non siamo noi l'interlocutore per trovare un lavoro, anche se ci sono persone che ce li chiedono a volte, non sapendo proprio più dove andare a parare». L’attività era nata per aiutare le iniziative dei missionari, poi si è sviluppata sempre più e attualmente la distribuzione di generi alimentari avviene tre giorni alla settimana durante i quali, per due ore, si alternano i volontari nel punto di distribuzione. Quello che si augurano quindi Enzo Guderzo e i colleghi del Gruppo missionario è di riuscire a garantire al continuità di questo importante servizio, per non lasciare nell'indigenza totale e nella disperazione, più di un centinaio di famiglie.


