Laives. Un inseguimento a sirene spiegate per fermare la corsa folle di un 31enne che si era messo al volante nonostante le sue condizioni di ubriachezza è la scena che si è consumata l’altra sera tra le gallerie di Laives e che ha trovato la propria conclusione solo poco dopo Salorno. Con grande spavento degli altri automobilisti e dei loro passeggeri, la cui incolumità è stata messa a rischio dal comportamento del pirata della strada. L’intervento dei carabinieri della compagnia di Egna si è concluso col ritiro della patente dell’uomo. A questo si sarebbe aggiunto il sequestro del veicolo, se solo non fosse stato di proprietà di un’altra persona.

L’allarme di un automobilista.

È mercoledì sera, i pendolari stanno tornando a casa. Ma un’automobile nera semina il panico nelle gallerie di Laives, superando a gran velocità i veicoli che a mano a mano si trova davanti. Qualcuno riesce a mantenere la calma, ma la maggior parte degli automobilisti si spaventa, il cuore in gola per il terrore che di lì a poco possa verificarsi il peggio. Uno di loro chiama i carabinieri e segnala la situazione, aggiungendo che la folle corsa del veicolo nero causa un grave rischio per gli altri automobilisti.

L’inseguimento.

Informata anche del colore, del modello e del numero di targa dell’auto pirata, subito la pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri di Egna si lancia all’inseguimento. Il sospetto è che si tratti di una persona in fuga dopo aver commesso qualche delitto. Nel frattempo la centrale operativa di Egna allerta quella di Trento, che a sua volta invia le proprie pattuglie per intercettare il veicolo da sud.

La manovra sortisce l’effetto sperato, senza tuttavia mettere a repentaglio la guida e l’incolumità degli altri utenti della strada. Sulla statale 12, in località Cadino (appena all’interno del territorio comunale di Mezzolombardo), i militari riescono a fermare il veicolo. A bordo trovano al volante il 31enne di origini pakistane S.S., in compagnia di tre connazionali.

Ubriaco al volante.

Sottoposto a test alcolimetrico, il conducente risulta positivo nella doppia misurazione, che si attesta oltre gli 1,40 grammi per litro di sangue. Con tale valore scatta immediato il ritiro della patente di guida, ma non il sequestro del veicolo, in quanto non di proprietà del conducente. Il trentunenne deve quindi chiamare un altro conoscente per farsi riaccompagnare a casa col’automobile, poiché anche gli altri tre passeggeri risultano momentaneamente non idonei psicofisicamente alla guida.

Tutta la comitiva risulta risiedere in provincia di Trento, ma nel corso del pomeriggio si è recata a Bolzano per trovare un amico con il quale i quattro hanno però ecceduto nell’abuso di alcol, e nonostante ciò si sono posti alla guida non solo in condizioni psicofisiche non ottimali, ma pure conducendo il mezzo in modo irresponsabile con grave pericolo per la loro e per l’altrui vita.