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LAIVES. Dopo diversi anni di indecorosa presenza nel cuore della città di Laives, finalmente dovrebbe "sparire" la casa diroccata di via Noldin, rimasta senza tetto in seguito ad un incendio. «Da notizie che ho - anticipa infatti il vice sindaco Giovanni Seppi - i privati dovrebbero avviare l'intervento di trasformazione già questa primavera. L'accordo fra tutti i proprietari di quell'area è stato raggiunto per quanto riguarda le possibilità edificatorie e quindi potranno procedere».
La soluzione adottata l'aveva anticipata lo stesso vice sindaco un paio di anni fa, quando ancora non si vedeva soluzione all'orizzonte e tanti cittadini manifestavano perplessità per una situazione che, oltre ad essere indecorosa, presentava anche qualche rischio per i pedoni. «Spalmando meglio l'elevata cubatura a disposizione - aveva spiegato Seppi - si riesce ad effettuare un recupero in armonia con l'intera zona a cavallo fra via Noldin e via Damiano Chiesa. La sola, vecchia casa rimasta priva del tetto ha una possibilità edificatoria di 4.757 metri cubi, su una superficie modesta (610 metri quadrati) e questo avrebbe come conseguenza un edificio fino a sei o sette piani, che sarebbe del tutto estraneo al resto delle costruzioni di via Noldin. Così, coinvolgendo anche i confinanti si riesce ad aumentare la superficie complessiva di altri 1.300 metri quadrati, spalmando la cubatura in modo più armonioso, mantenendo l'altezza della nuova costruzione in linea con quella delle altre attorno. Se si riuscirà a realizzare il tutto in un condominio, potranno essere realizzati 21 nuovi alloggi su quattro piani più il sottotetto, con due negozi al piano terra e alcun piani interrati di garage, oltre ad una casetta separata. A proposito dei garage, l'entrata non sarà da via Damiano Chiesa, che non può accogliere ulteriore traffico ma dal versante di via Noldin». Il coinvolgimento dei privati, come detto, c'è stato e così la soluzione individuata, oltre ad eliminare il rudere, contribuirà anche a riqualificare la parte media di quel lato di via Noldin e quella affacciata sul retro, in via Damiano Chiesa. In questi giorni, la giunta comunale ha anche deliberato altre modifiche al piano di recupero della zona A (centro storico), allineando il piano di recupero stesso con quello urbanistico e prevedendo, per la zona A il "bonus cubatura".
Un incentivo insomma per ristrutturare vecchie costruzioni.
La soluzione adottata l'aveva anticipata lo stesso vice sindaco un paio di anni fa, quando ancora non si vedeva soluzione all'orizzonte e tanti cittadini manifestavano perplessità per una situazione che, oltre ad essere indecorosa, presentava anche qualche rischio per i pedoni. «Spalmando meglio l'elevata cubatura a disposizione - aveva spiegato Seppi - si riesce ad effettuare un recupero in armonia con l'intera zona a cavallo fra via Noldin e via Damiano Chiesa. La sola, vecchia casa rimasta priva del tetto ha una possibilità edificatoria di 4.757 metri cubi, su una superficie modesta (610 metri quadrati) e questo avrebbe come conseguenza un edificio fino a sei o sette piani, che sarebbe del tutto estraneo al resto delle costruzioni di via Noldin. Così, coinvolgendo anche i confinanti si riesce ad aumentare la superficie complessiva di altri 1.300 metri quadrati, spalmando la cubatura in modo più armonioso, mantenendo l'altezza della nuova costruzione in linea con quella delle altre attorno. Se si riuscirà a realizzare il tutto in un condominio, potranno essere realizzati 21 nuovi alloggi su quattro piani più il sottotetto, con due negozi al piano terra e alcun piani interrati di garage, oltre ad una casetta separata. A proposito dei garage, l'entrata non sarà da via Damiano Chiesa, che non può accogliere ulteriore traffico ma dal versante di via Noldin». Il coinvolgimento dei privati, come detto, c'è stato e così la soluzione individuata, oltre ad eliminare il rudere, contribuirà anche a riqualificare la parte media di quel lato di via Noldin e quella affacciata sul retro, in via Damiano Chiesa. In questi giorni, la giunta comunale ha anche deliberato altre modifiche al piano di recupero della zona A (centro storico), allineando il piano di recupero stesso con quello urbanistico e prevedendo, per la zona A il "bonus cubatura".
Un incentivo insomma per ristrutturare vecchie costruzioni.


