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BOLZANO. Di 10mila dipendenti dell'Azienda sanitaria, 500 sono sprovvisti di bilinguismo. Uno ogni venti, in larga parte infermieri. Altre 500 sono le assunzioni annue. E vanno dai 300 ai 500 i collaboratori che ogni anno lasciano la sanità pubblica altoatesina, per pensionamento o perché attratti dal privato o dalla concorrenza fuori provincia.
Sono i numeri presentati dal direttore generale Christian Kofler, nominato la scorsa primavera, in audizione in Consiglio. Tra le priorità, il potenziamento linguistico e la sicurezza sul posto di lavoro. «È inaccettabile che chi lavora per aiutare gli altri sia esposto ad aggressioni», ha dichiarato Kofler.
I numeri della Asl
Millecinquecento letti per acuti e altri 400 nelle strutture convenzionate, 586 letti a Bolzano per 27.481 ricoveri nel 2023, ogni giorno 745 accessi al Pronto soccorso. Kofler ha menzionato i 100mila pernottamenti turistici giornalieri che richiedono una capacità di risposta della sanità, anche per acuti. Per l'assistenza territoriale si contano 281 medici di famiglia e 51 pediatri. «Nel 2023 il bilancio della Asl è stato pari a 1,7 miliardi di euro, il 6,7% del Pil altoatesino, poco meno della media italiana. Per il personale sono stati spesi 740 milioni di euro», ha detto. E sui 500 senza bilinguismo: «La Asl fa il possibile per promuovere le lingue, con corsi a tempo pieno e soggiorni all'estero, e per fidelizzare i dipendenti».
Le priorità di Kofler
Il direttore generale mette tra le priorità la medicina territoriale. Sono in programma 10 case di comunità (il progetto più avanzato è a Laives) e tre ospedali comunitari. Quindi la digitalizzazione, «cantiere da chiudere entro due-tre anni», e le liste d'attesa. «Lo scorso settembre sono state richieste 3.900 risonanze magnetiche, che comportano un mese di lavoro per 11 medici», così Kofler, rilevando che «il 20-30% delle prestazioni indicate come prioritarie non lo sono». Quindi, i 50 primariati da mettere a bando entro i prossimi 6-8 mesi e il rinnovo del regolamento aziendale.
Le reazioni
Il consigliere del TeamK Franz Ploner, ex primario, ha fatto domande specifiche su accessi e ricoveri, fondi e pianta organica. Puntuale l'intervento di Sandro Repetto (Pd): «Bisogna intervenire sulle spese per edifici in affitto e sulle nomine dei primari. Il Laboratorio centrale di Bolzano non ha un primario di ruolo dal 2012, e il SerD doveva essere messo a bando nel 2016. Inoltre, è vero che sta pensando a unificare i servizi di Anestesia e Rianimazione del San Maurizio? C'è poi il problema del sistema informatico, con costi elevati e risultati peggiori. Quanto si è speso dal 2007? Infine, rispetto alla medicina del territorio, oggi tutti i professionisti affermano di essere all'oscuro della strategia, oltre a trovarsi in grave difficoltà per l'inadeguatezza dell'accesso ai dati sanitari».


