BOLZANO. È allarme rosso tra gli anziani che affollano le passeggiate di via Genova sul lungo Isarco, da ponte Roma in giù. Un bolzanino di 85 anni è stato derubato mentre stava facendo quattro passi insieme alla moglie nel tardo pomeriggio. L'uomo è stato derubato dell'orologio d'oro e della catenina, sempre d'oro, che portava al collo. Il modus operandi è da autentici professionisti del borseggio. A raccontare come sono andate le cose è uno dei figli.

«Mio padre fatica a camminare, percorre brevi tragitti vicino a casa sempre accompagnato da nostra madre e sempre con l'ausilio di un bastone da passeggio».Martedì scorso - all'altezza dei cavalli di bronzo - succede che la moglie si ferma qualche istante a parlare con un'amica incrociata per caso. Il marito, intanto, procede lentamente appoggiandosi al bastone. Ed è in questo frangente che viene individuato e agganciato. Si avvicina una coppia. Lui, italiano, sulla quarantina. Lei, forse sudamericana, sulla trentina. L'uomo è cordiale. Gli dà del tu. Lo abbraccia. Dice: «Carissimo, come stai? Ti sei ripreso bene... Ti ricordi di me? Sono stato il tuo fisioterapista». Indica il bastone. «Non stai bene? Perché non fai un salto nel mio studio: ho aperto un ambulatorio qui vicino, in via Torino. Abbiamo attrezzature di ultima generazione. Ti rimettiamo in piedi come nuovo». E via con la parlantina a decantare terapie e cure, mentre lo abbraccia come fossero vecchi amici.

«Mio padre - prosegue il figlio - era perplesso. Ma siccome di medici e fisioterapisti ne vede in continuazione, non voleva fare la brutta figura di non riconoscerlo». Il borseggiatore coinvolge la ragazza. «Lei è la mia collaboratrice - decanta -, bravissima, mani d'oro, fa passare ogni dolore. Mi raccomando, ti aspettiamo in studio». Lei sorride, gli stringe la mano. La vittima - ora - è chiusa a tenaglia, quasi impossibilitata a muoversi. Il borseggiatore, abilissimo, continua la sceneggiata per smontare anche l'ultima, residua, resistenza: «E come sta tuo figlio? Ti ricordi, no?, siamo amici per la pelle. È un po' che non lo vedo. Salutamelo, mi raccomando». Ripete l'indirizzo (falso) del presunto studio, gli stringe la mano ancora una volta e si allontana con la donna, voltandosi più volte a salutarlo, sempre con la pantomima del professionista premuroso che ha incontrato per caso un vecchio paziente.

Tornato a casa, il signore, perplesso per un volto che non ha riconosciuto e per una modalità di approccio che non lo ha convinto del tutto, chiama il figlio e gli chiede se per caso abbia un amico fisioterapista. Il castello crolla. «Abbiamo capito subito che era stato preso di mira da una coppia di ladri. Gli abbiamo chiesto di controllare subito se avesse ancora il portafoglio nella tasca interna della giacca». Il portafogli c'era, ma gli avevano sfilato via l'orologio d'oro dal polso e persino la collanina d'oro che portava al collo. Un furto dal valore di diverse centinaia di euro, senza tenere conto del valore affettivo.«A quell'orologio nostro padre teneva tantissimo. Più volte gli abbiamo detto di non indossarlo quando va in giro, ma per lui era una seconda pelle».

È stata presentata denuncia. Ma quello a cui tengono il derubato e i figli è che chi abita in zona, «soprattutto le persone più anziane e vulnerabili», sappia che sulle passeggiate gira una coppia distinta di abilissimi borseggiatori. Un uomo e una donna che scelgono con cura le vittime tra gli anziani che hanno difficoltà nel camminare. Che si spacciano come fisioterapisti o medici che li hanno avuti in cura. Affabili e sfrontati, millantano cure miracolose e amicizie con i figli. La cosa che impressiona di più è l'abilità nello sfilare orologio e catenine senza che la vittima se ne renda conto. Un copione studiato nei dettagli.«Veri professionisti del borseggio».