BOLZANO. Le imprese tifano per le Olimpiadi. Tra poco più di un anno (6-22 febbraio 2026) si svolgeranno in Italia i Giochi olimpici invernali Milano - Cortina 2026 e l’Alto Adige farà parte di questo grande evento, ospitando le gare di biathlon ad Anterselva. Ma quale sarà l’impatto olimpico sul territorio altoatesino in termini di infrastrutture? In totale saranno investiti circa 500 milioni di euro in progetti infrastrutturali, un terzo dei quali a carico della Provincia di Bolzano, mentre il resto sarà coperto dallo Stato o finanziato dai fondi del Pnrr. Ed in molti casi ci sarà lavoro anche per le aziende altoatesine.
 

Di questo si è discusso recentemente nel corso di un evento informativo organizzato a Brunico dal comitato comprensoriale Val Pusteria dagli imprenditori del Südtiroler Wirtschaftsring-Economia Alto Adige. Invitato dal presidente del comitato comprensoriale Swr-Ea Thomas Ausserhofer il presidente del Comitato di coordinamento olimpico provinciale, Ulrich Stofner.
 

«Abbiamo l’opportunità unica di presentare l’autonomia dell’Alto Adige come un modello per la comunità globale, eppure sembra che in Alto Adige ci siano solo oppositori delle Olimpiadi, visto che nessuno si è ancora espresso pubblicamente a favore di questa manifestazione sportiva», spiega Thomas Ausserhofer, ricordando poi che l’Alto Adige «in particolare potrebbe dimostrare come le Olimpiadi possano essere organizzate nello spirito del rating Esg, ovvero puntando sulla sostenibilità dell’evento».


Secondo Ulrich Stofner, uno degli argomenti più convincenti per la decisione dell’Alto Adige di partecipare alle Olimpiadi invernali del 2026 è stato il fatto che «il Cio ha adottato un nuovo approccio, ovvero l’utilizzo di strutture esistenti, la scelta di sedi decentrate e il coinvolgimento di organizzatori locali».
 

«La giunta provinciale altoatesina è stata in grado di lavorare su questa nuova strada, prendendo le distanze dalle idee precedenti, dove spesso venivano costruiti grandi impianti sportivi fuori terra, alcuni dei quali rimanevano inutilizzati dopo la fine dei Giochi e non avevano alcun valore aggiunto sostenibile per il territorio», ancora Stofner.


Secondo quest’ultimo, un’altra ragione importante per la richiesta di partecipazione è stata la possibilità di finanziare le infrastrutture sportive, elettriche e di mobilità previste, poiché circa la metà dei costi sarà finanziata con fondi statali e del Pnrr: «Ad Anterselva la metà degli investimenti per l’innevamento, lo stadio, l’illuminazione, i serbatoi e il centro culturale saranno finanziati dallo Stato. Con 143 milioni di euro, lo Stato finanzia anche la maggior parte degli investimenti nelle infrastrutture stradali, che comprendono vari progetti in Val Pusteria, tra cui la circonvallazione di Perca».


«Il progetto variante Val di Riga, che in futuro collegherà la linea ferroviaria del Brennero con la linea ferroviaria della Pusteria senza deviazioni e consentirà di risparmiare 15 minuti sul viaggio in treno da Bolzano a Brunico, è stato in definitiva realizzabile solo grazie alla partecipazione olimpica. A differenza di altri progetti, i costi complessivi di 250 milioni di euro non saranno coperti da fondi olimpici, ma interamente da fondi Pnrr dello Stato», sottolinea Ulrich Stofner.
 

Resa possibile dalle Olimpiadi anche una nuova infrastruttura elettrica nella parte nord-orientale della provincia, dove Terna sta investendo oltre 90 milioni di euro in nuove linee sotterranee ad alta tensione tra Vandoies e Brunico e tra Laion e Corvara. «Dopo l’esperienza di diversi blackout nel 2019 e di interruzioni dovute a forti nevicate, si tratta di investimenti per la nostra sicurezza di approvvigionamento che non sarebbero avvenuti, o non così rapidamente, senza i Giochi olimpici».


In foto l’evento organizzato dagli imprenditori Swr-Ea sul tema delle infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali del 2026