BOLZANO. Una sanità sempre meno centrata sugli ospedali e sempre più vicina ai cittadini. È questa la strategia illustrata dall'assessore provinciale alla Salute Hubert Messner durante la conferenza di metà mandato, con l'obiettivo di rafforzare l'assistenza sul territorio, migliorare la prevenzione e rendere più efficiente il sistema sanitario altoatesino.
Il fulcro della riforma è rappresentato dalla rete delle Case della Comunità, destinate a diventare il punto di riferimento per i pazienti, soprattutto quelli affetti da patologie croniche. Attualmente sono sette le strutture già operative in Alto Adige, comprese quelle hub di Bolzano e Bressanone, ma il piano provinciale prevede di arrivare a dodici entro il 2028. Il sistema sarà integrato con Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali, servizi di telemedicina e, dal termine dell'estate 2026 nel comprensorio di Bolzano, con il numero unico 116117 dedicato alle cure non urgenti.
Tra i risultati rivendicati dall'assessorato figurano anche i progressi nella riduzione delle liste d'attesa. La percentuale di prestazioni erogate entro i tempi previsti è passata dal 78% del 2024 all'84% del 2025, raggiungendo l'85% nei dati aggiornati a giugno 2026. In crescita anche le prestazioni differibili, salite dal 74% all'83%, mentre quelle programmate sono aumentate dall'83% all'89%. Migliorato inoltre il servizio del Centro unico di prenotazione, con tempi medi di risposta telefonica ridotti a circa 50 secondi.
Sul fronte dell'organizzazione ospedaliera, la Provincia punta a un sistema integrato tra i sette ospedali altoatesini, sostenuto da investimenti sul personale sanitario. Tra le misure già introdotte figurano la settimana lavorativa di 36 ore per gli infermieri e la formazione di circa 270 medici specializzandi all'interno dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige.
Accanto alla riorganizzazione dell'assistenza, Messner ha posto l'accento sul rafforzamento della prevenzione. «Non vogliamo limitarci a curare le persone quando si ammalano, ma aiutarle a mantenersi in salute il più a lungo possibile», ha spiegato. L'assessorato punta quindi a sviluppare programmi che coinvolgano scuole e famiglie, promuovendo corretti stili di vita, alimentazione equilibrata, attività fisica e prevenzione delle dipendenze.
Il piano comprende inoltre il potenziamento dei servizi per la salute mentale, con la psicologia di base e una linea di emergenza dedicata, il progetto di ricerca Chris Future per programmi di prevenzione personalizzati, lo sviluppo della medicina di genere, il rafforzamento delle visite domiciliari degli infermieri di famiglia e nuove campagne dedicate a screening, vaccinazioni e contrasto all'abuso di alcol. «La prevenzione non è un optional, ma il fondamento di un sistema sanitario orientato al futuro», ha concluso Hubert Messner.