BOLZANO. Anche Enpa ricorre al Tar contro l’abbattimento di un lupo autorizzato dalla Provincia di Bolzano nei territori di Ultimo e Castelbello-Ciardes. L’Ente nazionale protezione animali, attraverso l’avvocata Valentina Stefutti, ha impugnato il decreto numero 15910 dell’11 settembre, chiedendone la sospensione immediata in via cautelare prima che il prelievo venga eseguito.

Il ricorso arriva dopo la dura presa di posizione dell’associazione contro quella che Enpa ha definito una politica «cruenta e fallimentare». Al centro della contestazione c’è soprattutto il ricorso all’abbattimento anziché alla prevenzione delle predazioni. «Non si può continuare a rispondere alle predazioni uccidendo un lupo», afferma la presidente nazionale Giusy D’Angelo.

Enpa contesta anche l’assenza di certezze sull’identificazione dell’esemplare. «In questo caso si vuole addirittura uccidere un lupo senza avere la certezza che sia quello coinvolto nelle predazioni. Inaccettabile», prosegue D’Angelo. Per l’associazione la priorità dovrebbe essere l’adozione di strumenti capaci di proteggere gli animali allevati e, contemporaneamente, sostenere gli allevatori.

Nel ricorso vengono sollevati diversi profili di legittimità, dal regime di protezione del lupo alla verifica delle misure preventive adottate. Enpa chiede quindi al Tar di Bolzano di bloccare in via cautelare il decreto, prima che l’abbattimento possa determinare «conseguenze irreversibili».