BOLZANO. Il terzo lupo non potrà essere abbattuto, almeno fino alla discussione nel merito. Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha sospeso il provvedimento con cui la Provincia autonoma aveva autorizzato l’uccisione dell’animale nell’ambito del piano provinciale 2026. A spiegare le ragioni della decisione, in una nota, sono le associazioni che hanno promosso l’iniziativa giudiziaria.

L’istanza cautelare è stata presentata da LEAL – Lega Antivivisezionista e Federazione Nazionale Pro Natura, con il sostegno di Green Impact ETS e AGR. Secondo quanto riferiscono le associazioni, nel decreto monocratico il TRGA avrebbe ritenuto sussistenti i presupposti della gravità e dell’urgenza, rilevando che l’abbattimento di un esemplare appartenente a una specie sottoposta a tutela conservazionistica avrebbe comportato, in questo caso, un danno irreparabile e irreversibile.

Si tratta comunque di una decisione cautelare e non ancora di una pronuncia sul merito. L’abbattimento resta quindi sospeso in attesa della successiva discussione davanti al Tribunale. Parallelamente resta aperto un altro fronte giudiziario: le stesse associazioni hanno presentato ricorso anche sulla legittimità dell’abbattimento degli altri due lupi, già uccisi dalla Provincia nel corso del 2026.

Per LEAL e Federazione Nazionale Pro Natura, sostenute da Green Impact ETS e AGR, la decisione assume particolare rilievo. Le associazioni sottolineano come, nella fase cautelare, sia stato attribuito peso allo status di specie protetta del lupo, elemento che a loro giudizio viene troppo spesso ridimensionato nel dibattito sulla gestione faunistica.

«La gestione del lupo in Alto Adige deve tornare ad essere fondata sul rispetto della Natura e della normativa europea di tutela, basata su metodi di prevenzione e approcci non letali. La Natura è la più grande fonte di reddito e sviluppo economico della Provincia: ucciderla è contro gli interessi dei cittadini italiani ed europei», dichiarano le associazioni, che ringraziano gli avvocati Mariachiara Giovinazzo, Luca D'Agostino e Aurora Lo Prete.