BOLZANO. La crisi dei medici di famiglia è seria. In Alto Adige ne mancano un'ottantina. Posti banditi da tempo, solo parzialmente assegnati. I problemi maggiori si registrano a Bolzano, dove mancano 11 professionisti, Merano (ne mancano 6), Bressanone (altri 6), Appiano (4), Laives (3), alta Val d'Isarco (6), valle Aurina (4), media val Venosta (4) e alta val Venosta (6). E in queste ultime settimane Bolzano registra alcune rinunce con centinaia di assistiti alle prese con il cambio del medico.

E adesso Adolf Engl, presidente dell'Istituto di Medicina generale e Public Health presso la Claudiana e Giuliano Piccoliori, responsabile Scientifico dell'Istituto, suggeriscono dieci proposte. «Negli studi - spiegano - serve più tecnologia diagnostica. Parliamo di macchinari per ecografia, elettrocardiogramma, spirometria ecc.. Occorrono più ambulatori associati con personale non-medico. Serve tagliare la burocrazia per offrire una migliore qualità nell'assistenza ai pazienti. C'è bisogno di un contratto di lavoro per i medici in formazione e di lavoro a pieno titolo negli ospedali durante la specialità. Va migliorata la collaborazione tra ospedali e medici, va introdotto il lavoro part-time e pubblicizzata nelle università italiane, austriache e germaniche la formazione altoatesina in Medicina generale. Riteniamo che sia necessaria anche una maggiore presenza della Medicina nei curricula dei corsi di laurea e che entri di diritto il titolo di specialista in Medicina generale anche in Italia. Oggi non c'è ancora».

«Dobbiamo finalmente abbandonare - precisa Piccoliori - il modello novecentesco del medico di famiglia che lavora da solo. Una modalità di lavoro che evidentemente spaventa anche le nuove generazioni di medici che preferiscono crescere professionalmente all'interno di un team. Inoltre il medico deve essere scaricato di tutti quegli oneri non strettamente medici che personale amministrativo e infermieristico adeguatamente formato potrebbe svolgere con maggiore efficienza. La disponibilità di tecnologie diagnostiche di base - per il cui utilizzo comunque c'è bisogno di personale addestrato - consentirebbe di seguire un percorso diagnostico più mirato ed autonomo aumentando la soddisfazione del professionista. La nostra Provincia può sostenere con impegno e risorse questo processo come ha fatto per esempio il Veneto».

Il nuovo corso di formazione

A primavera presso la Claudiana prenderà il via un nuovo corso di formazione sempre per futuri medici di famiglia. L'Ufficio ordinamento sanitario provinciale bandisce un concorso annuale per la partecipazione alla formazione specifica. Il prossimo corso inizierà - come detto - a primavera. Le domande per la prima sessione devono essere presentate sino alle ore 12 del 5 febbraio. Le domande per la seconda sessione possono essere presentate dal 2 maggio sino alle ore 12 del 31 maggio. Per la formazione è previsto un assegno di studio mensile. «In cambio, i medici si impegnano a svolgere la professione in Alto Adige per almeno tre anni entro i primi cinque dopo il conseguimento del titolo. La borsa di studio è quasi quattro volte superiore a quella nel resto d'Italia». V.F.