PHOTO
BOLZANO. Nuovo passaggio per il caso del “manifesto della scopa” della Süd-Tiroler Freiheit. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato al governo italiano il ricorso presentato da Eva Klotz e da altri due esponenti del partito, assistiti dall’avvocato Nicola Canestrini. Lo rende noto la stessa formazione politica.
La vicenda risale al 2010. Il manifesto raffigurava una scopa che spazzava via il tricolore, lasciando il bianco e il rosso del labaro tirolese. I tre esponenti finirono sotto processo per vilipendio alla bandiera. Nel 2020 la Cassazione confermò in via definitiva la condanna a un’ammenda di 3.000 euro per ciascuno.
Secondo quanto riferisce la Süd-Tiroler Freiheit, i giudici di Strasburgo hanno chiesto al governo italiano di rispondere a due questioni: se la condanna abbia costituito un’ingerenza nella libertà di espressione tutelata dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e, in caso affermativo, se tale ingerenza fosse necessaria in una società democratica. La comunicazione del ricorso apre questa fase del procedimento europeo; non equivale a una decisione sul merito.
Per l’avvocato Nicola Canestrini, il manifesto rientra nel dibattito politico, anche se il suo messaggio può risultare offensivo o provocatorio. Il legale richiama la giurisprudenza europea sulla tutela delle opinioni che «offendono, scioccano o inquietano» e contesta il ricorso alla sanzione penale per l’uso di un simbolo nazionale in una campagna politica.


