BOLZANO. Sanità, tempi duri. Circa 400 contratti a medici e infermieri rischiano di non essere rinnovati. Gran parte dei 481 collaboratori che secondo la delibera n. 359 al 24 maggio 2022 lavoravano a tempo determinato in Asl - perché senza attestato di bilinguismo - potrebbero non vedersi rinnovare il contratto.

Di questi, 184 sono medici, 224 infermieri, mentre altri 73 appartengono a diversi profili professionali del ruolo sanitario. Al centro della questione la normativa europea che parla chiaro: un contratto a tempo determinato non può essere rinnovato per più di tre anni. E la legge provinciale che ne consente cinque - in attesa di patentino - va contro il limite europeo e nazionale dei tre ed espone dunque tutti i dirigenti Asl che sottoscrivono accordi più lunghi a cospicui risarcimenti.

E in questo periodo sono in tanti a temere i ricorsi e le sentenze della Corte dei Conti. Se infatti un professionista in Asl ha in mano un contratto "provvisorio" oltre i tre anni ha diritto a ottenere in automatico un risarcimento per tale violazione. Sta succedendo con i "contrattisti" - che hanno già ottenuto più di un risarcimento - ed anche per questo i funzionari stanno molto attenti a quel che firmano. Con il risultato che è forte l' incertezza fra i dipendenti interessati. In molti, se non otterranno il rinnovo, avranno 60 giorni di tempo per rivolgersi ad un avvocato e poter almeno contare su un risarcimento.

Anaao: « Ennesima tegola»

Edoardo Bonsante - segretario provinciale Anaao - parla dell'ennesima tegola che si abbatte sulla sanità altoatesina che per l'assunzione a tempo indeterminato ha l'obbligo di bilinguismo. «Si accentuerà ulteriormente la già cronica carenza di organico. La Provincia dovrà trovare altre soluzioni, che non siano in contrasto con la normativa nazionale. Se bisogna partire da zero dovrà facilitare in tutti i modi l'apprendimento della seconda lingua per i medici che arrivano da fuori, difficile per chi lavora a tempo pieno ed ha famiglia».

Nursing Up: «Passo indietro»

Più che preoccupato Massimo Ribetto del sindacato infermieri Nursing Up: «L'Asl si è accorta solo da poco che la deroga ai tre anni prevista dalla legge è a rischio ricorsi e si vede costretta a fare marcia indietro, Ma tornare indietro vuol dire che i diretti interessati non ce la faranno a prendere il patentino. Siamo delusi e molto preoccupati. Rischiamo di perdere decine e decine di lavoratori e di compromettere ulteriormente equilibri già molto delicati».

Bsk: «Contratto stralcio»

Ivano Simioni - sindacalista Bsk che ieri ha sollevato la questione sulle pagine del nostro giornale - ripete che la soluzione può essere soltanto politica. «Invece che richiedere una certificazione C1 della seconda lingua, ci si potrebbe accontentare di un B2, come fanno in Austria. Potrebbero pensare ad un contratto stralcio per assumere a tempo indeterminato. Altrimenti sarà dramma per il sistema sanità e per i pazienti. Tutti». Ma questo richiederebbe una modifica dello Statuto che ben difficilmente l'Svp potrà concedere.