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BOLZANO. Da una corsa ogni quarto d'ora, a una ogni mezzora. Il cartello che riporta l'orario dell'autobus numero 8 in una delle fermate vicino al capolinea ha dei vuoti visibili: quattro corse l'ora fino alle 9 di mattina, poi tre, dalle 13 in poi solo due. Attese che paiono infinite agli abitanti della periferia nord-est del capoluogo, abituati a raggiungere comodamente il centro senza bisogno dell'auto. Studenti e anziani soprattutto.
Lo scorso 14 dicembre sono entrate in vigore alcune novità riguardanti il trasporto pubblico su gomma in tutta la provincia. Tra queste la più discussa riguarda proprio la Linea 8 Cardano-Ospedale. È stata infatti diminuita la frequenza delle corse per Cardano, «poiché l'autobus si fermerà con diverse corse alla banchina E della stazione di Bolzano», queste le motivazioni date nella comunicazione. Da lì si è alzato un polverone. I primi a protestare - con una lettera pubblicata il 16 dicembre sul nostro giornale - sono stati gli abitanti di Rencio.
«Anche il nostro è un quartiere di Bolzano come Gries, come Oltrisarco - scriveva Annalisa Gavazzi - perché non possiamo avere anche noi un collegamento al centro della città con una frequenza accettabile?». Pochi giorni dopo è arrivata la protesta di un altro abitante di Rencio, che ricordava come la linea 8 sia già di per sé «affollata di studenti e pendolari che vanno in ospedale» e la riduzione delle corse crea ulteriori disagi.
Si sono poi accodati gli abitanti di Cardano: «Siamo un paese di valle. Lontani o vicini dalla città a seconda di come si decide di collegarci - lo sfogo di Marlene Santifaller - Così di certo non va bene».
Le auto in garage
Da Cardano al centro città c'è la ciclabile: basta una pedalata di venti minuti. «In estate è la soluzione migliore - prosegue Marlene Santifaller - Vivo a Cardano da sempre e qui cerchiamo di usare l'auto il meno possibile. Fino ad adesso si poteva, sono sempre stata orgogliosa del fatto che il trasporto pubblico funzionasse così bene. Dimezzare le corse in un periodo già pieno di traffico ha messo tanti in difficoltà. Io ho sempre lavorato in centro a Bolzano, sono sempre andata a lavoro con l'autobus. Da oggi diventa più dura, soprattutto tornare».«La mia vicina di casa lavora in un negozio a Bolzano - si aggiunge Anna Maria Vieider - Esce alle 19, ma con questo nuovo orario arriva a casa minimo alle 20. Inizierà ad usare l'auto perché la sera, a questo punto, le conviene».
Il disagio è vissuto anche dai pendolari che raggiungono Cardano da Bolzano. Tra questi ci sono i tanti dipendenti dell'hotel e ristorante "Ottenkeller". «Noi, come i camerieri e i cuochi, veniamo tutti in autobus - sottolinea la proprietaria del ristorante Maria Pina Maglione - Ma ora non conviene più». A prendere in mano la situazione è stata Anna Maria Vieider, assessora alla mobilità del Comune di Cornedo all'Isarco. «Già il giorno 15 ho scritto all'assessore Alfreider, alla Sasa, al responsabile degli orari, ad altoadigemobilità, ma ancora non ho ricevuto risposta. Non c'era nemmeno arrivata una comunicazione in anteprima. Si è mosso anche il sindaco di Cornedo, e ci auguriamo che si apra un tavolo di discussione il prima possibile».
Le richieste
Se non sarà possibile ripristinare la frequenza delle corse ogni quarto d'ora, il Comune di Cornedo chiederà di arrivare a un compromesso di venti minuti. «È l'unico modo per mantenere il trasporto pubblico come un'alternativa conveniente rispetto all'auto», conclude Vieider. In nome degli abitanti di Rencio, e degli altri quartieri di Bolzano in difficoltà si è mossa anche l'assessora Johanna Ramoser.
«Hanno scelto di fare questa variazione senza consultarci. Capisco che l'8 sia una linea molto lunga, ma la soluzione non può essere tagliare fuori gli abitanti di intere zone. Bisogna trovare un compromesso che venga incontro in primis agli abitanti che utilizzano il trasporto pubblico», conclude.


