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MERANO. «Il vaso è colmo», così non va davvero. I pendolari meranesi - diretti a Bolzano - ieri mattina hanno deciso di farsi sentire per la cancellazione di due treni (quello delle 6.54 e quello delle 7.46) che hanno causato ritardi per l’ennesima volta. Con disagi significativi per chi doveva andare al lavoro ma anche a scuola.
Sul tema ci sono anche un paio di recenti interrogazioni in Consiglio provinciale di Madeleine Rohrer, politica meranese ma anche pendolare.
Rinaldi: «Non è certo l’eccezione: è la sesta volta in un mese e siamo stufi». A farsi interprete dei disagi, mettendoci anche la faccia, è Roberto Rinaldi, docente e giornalista, che anche era diretto nel capoluogo. «Anche oggi (ieri ndr) altri treni cancellati. Siamo pendolari che devono fare sistematicamente i conti con ritardi al lavoro, scusandoci per colpe non nostre. Studenti, insegnanti e impiegati. Decine e decine di persone che si trovano quasi ogni giorno impossibilitate a presentarsi in orario. Da parte delle Ferrovie nessuna giustificazione, solo l’avviso sui monitor. Trenitalia non garantisce la normale circolazione tra Merano e Bolzano. Nonostante l’ammodernamento della linea che dovrebbe garantire maggiore efficienza. Anche in questa occasione in stazione ci sono persone che avevano appuntamenti di lavoro o di studio e perfino visite mediche in ospedale. In un mese sono già sei volte che ho dovuto attendere il treno successivo».
Anche ieri due treni consecutivi cancellati nel giro di un’ora. «Nessun avviso audio che spieghi il motivo, zero assistenza. La gente è arrabbiata perché si verifica sempre più spesso».
Rinaldi spiega, concretamente, cosa hanno comportato ieri, per lui, questi ritardi. «Dovevo essere in ospedale alle 9 per il mio lavoro di supervisore per un tirocinio sanitario. E ciò significa far attendere gli infermieri per il colloquio. I disagi conseguenti alle soppressioni dei treni sono per me ma anche per chi mi aspetta in reparto».
E come Rinaldi sono molti altri a protestare. In modo deciso. E a chiedere un cambio di approccio radicale.


