MERANO. Il futuro del vino passa anche da Merano. È questa la prospettiva con cui il Merano WineFestival si prepara alla sua 35ª edizione, in programma dal 6 al 10 novembre 2026 al Kurhaus di Merano. La manifestazione è stata presentata al Senato, dove il fondatore Helmuth Köcher ha illustrato non solo il programma dell'appuntamento, ma soprattutto una nuova visione destinata a proiettare il festival oltre i cinque giorni dell'evento.

La novità riguarda il Merano Wine Observatory, che sarà operativo dal 2027 con l'obiettivo di diventare una piattaforma permanente dedicata all'evoluzione del mondo del vino. L'idea nasce dalla consapevolezza che il settore sta attraversando una fase di cambiamenti profondi, legati ai consumi, ai mercati e alle modalità con cui il vino viene prodotto, venduto e percepito.

«Come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni?», è la domanda posta da Köcher, che immagina per il festival un ruolo sempre più orientato all'analisi e all'interpretazione dei nuovi scenari. L'osservatorio dovrebbe mettere in rete produttori, esperti, operatori del settore e istituzioni, con l'obiettivo di raccogliere dati, confrontare esperienze e individuare in anticipo le tendenze che potrebbero trasformare il comparto.

La presentazione istituzionale si è svolta su iniziativa del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Tra gli interventi anche quelli del sottosegretario al ministero dell'Agricoltura Luigi D'Eramo, della sindaca di Merano Katharina Zeller, delle vicepresidenti delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato Maria Chiara Gadda e Silvia Fregolent, del presidente dell'Agenzia Ice Matteo Zoppas e di Diana Lenzi per Coldiretti.

Per Centinaio, il Merano WineFestival rappresenta ormai un luogo di confronto per l'intero comparto e un appuntamento capace di portare a Merano il meglio della produzione italiana. Una vetrina che, negli anni, ha costruito un ruolo riconosciuto nel panorama nazionale e internazionale.

La prospettiva indicata da Köcher punta però ad allargare ulteriormente questo ruolo. Non soltanto selezionare e valorizzare le eccellenze, ma provare a capire in anticipo come cambierà il settore. È il passaggio che dovrebbe portare il festival da appuntamento annuale a piattaforma di osservazione attiva durante tutto l'anno.

La 35ª edizione resta intanto il cuore dell'iniziativa. Dal 6 al 10 novembre, il Kurhaus tornerà a riunire produttori, professionisti, esperti e appassionati, confermando Merano come uno dei principali punti di incontro per il mondo del vino e dell'enogastronomia. Il nuovo osservatorio guarda invece oltre l'edizione 2026, con l'ambizione di trasformare l'esperienza maturata dal festival in uno strumento per leggere i cambiamenti del comparto e anticiparne le direzioni.