MERANO. Molti, forse, non lo hanno ancora realizzato ma Merano avrà presto un nuovo Polo socio-sanitario. Accanto al Tappeiner sorgeranno la nuova Casa della Comunità (o della Salute) e soprattutto la maxi-residenza per anziani, il Cura Resort (con 650 posti auto). E l'aspetto che preoccupa di più è quello della viabilità e della mobilità, che rischiano di collassare in mancanza di un Piano articolato.

Basti pensare che già oggi attorno al «Tappeiner» gravitano 1.700 lavoratori, a cui bisogna aggiungere pazienti e visitatori. In primo piano c'è anche, giocoforza, il tema parcheggi. Molti degli interrogativi vengono sollevati in una mozione dei Verdi in Consiglio provinciale e, tra le ipotesi più interessanti, c'è anche il collemento diretto - magari con un tunnel - tra l'ospedale, la residenza per anziani e la Casa della Comunità «affinché i pazienti - spiega Madeleine Rohrer - ma anche la biancheria e i pasti possano essere trasportati in modo semplice e diretto, e il personale possa spostarsi da una struttura all'altra in modo agevole».

Tra via Rossini e via Donizetti sorgerà un nuovo edificio per la Casa della Comunità, dove verranno collocati l'Ospedale di Comunità e la Centrale Operativa Territoriale con costi stimati attorno agli 11 milioni. L'inaugurazione della struttura è prevista entro il 2026, anche perché essendo stata finanziata con i fondi del Pnrr non si potrà andare oltre. «Nell'aprile 2024 l'Azienda sanitaria - spiega Rohrer - ha invece comunicato attraverso il proprio sito che la Casa della Comunità avrà un suo accesso in via Donizetti».

Un impatto se possibile ancora maggiore sulla zona si avrà certamente con il Cura Resort che verrà costruito sull'attuale parcheggio davanti all'ospedale. «Questo progetto di Ppp (Partenariato pubblico-privato ndr) prevede che il raggruppamento temporaneo di imprese realizzi una struttura per anziani con 100 posti letto e annesso parcheggio (interrato) da 651 posti in tutto. La Provincia pagherà per 25 anni (dal 2028 al 2052) al promotore privato una cifra da 5,3 a 7,6 milioni di euro l'anno (per un totale di 160 milioni) per il permesso d'uso. Previsti anche 11 milioni nei 3 anni di progettazione e costruzione con la rinuncia ai diritti di superficie (4,8 milioni).

La Provincia passerà inoltre al promotore privato del progetto l'edificio e gli spazi aperti dell'attuale clinica Sant'Antonio in via Cavour 12 (valore stimato: 10 milioni circa) e i 72 letti per anziani della clinica Sant'Antonio entreranno a far parte dei 100 posti letto del Cura Resort». Uno dei temi centrali resta quello dei parcheggi. È prevista la ristrutturazione di quello esistente dell'ospedale con cinquecentotrenta (530) posti auto e la realizzazione di ulteriori centoventi (120) posti auto (complessivi 650).

«L'attuale parcheggio verrà quindi ampliato di 120 posti. I meri costi di costruzione del parcheggio ammontano a 16.457.118,52 euro». Nel 2019 per il parcheggio visitatori sono stati incassati 203.573 euro e per quello del personale 128.346 euro, per un totale di 331.919 euro. Nel 2023 per il parcheggio visitatori sono stati incassati 165.602 euro e per quello del personale 125.451 euro per un totale di 291.053 euro. Rispetto ad altri, il parcheggio dell'ospedale è estremamente conveniente e viene usato anche da persone che lasciano la macchina senza recarsi all'ospedale (dalle 7 alle 19 sono 0,60 cent l'ora e dalle 19 alle 7 0,30 cent l'ora).

L'assessore alla sanità Hubert Messner ha spiegato che, trattandosi di un parcheggio pubblico, il comprensorio sanitario di Merano non può limitarne o vietarne l'utilizzo». Diventa così ancor più importante avere un approccio globale alla mobilità. «Va evitato ogni abuso nella ristrutturazione del parcheggio esistente, e va garantito che le persone che si recano in una delle tre strutture (Ospedale, Cura Resort, Ospedale di Comunità) trovino parcheggio». In quest'ottica i Verdi chiedono di elaborare una strategia per fare in modo che le tariffe del parcheggio vengano adeguate a quelle degli altri esistenti a Merano, e il personale, i pazienti e i visitatori delle tre strutture continuino però a poter lasciare l'auto a tariffe vantaggiose. Il nodo resta, dunque, il piano della mobilità (che tuttora manca) per stilare il quale serve l'apporto di Comune e Comprensorio.