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MERANO. Il comunicato al centro del caso di cui parliamo nell’articolo a fianco riguarda l’asta delle bici che si è svolta il 26 maggio scorso e il suo ricavato, donato all'associazione Donne contro la violenza
Nell'area del cantiere comunale, in quella giornata sono state cedute al miglior offerente oltre 100 biciclette abbandonate e non più reclamate dai legittimi proprietari così come quattro bici elettriche e uno scooter del parco mezzi del Comune. All'asta sono stati banditi anche diversi oggetti e macchinari non più utilizzati dal cantiere comunale (mobili, sedie da ufficio, banchi di scuola, elettrodomestici, un vecchio proiettore cinematografico, dissuasori in ghisa e diversi materiali edili). Il ricavato, pari a 3.900 euro, è stato donato all'associazione Donna contro la violenza.
«Dalla vendita dei mezzi a pedali non più reclamati dai legittimi proprietari e dalle attrezzature non più utilizzate dagli operai del cantiere il Comune ha ricavato complessivamente 3.900 euro. Anche quest'anno l'incasso dell'asta pubblica è stato destinato a scopi sociali ed è stato devoluto all'associazione Donne contro la violenza», hanno spiegato l'assessore Stefan Frötscher e l'assessora Gabriela Strohmer, che all'asta pubblica hanno svolto il compito di banditori. «Ci fa particolarmente piacere - hanno aggiunto Strohmer e Frötscher - che questo importo venga assegnato a un sodalizio da tanti anni impegnato per tutelare le donne. Si tratta di un'organizzazione molto importante a Merano ed è, nell'ambito della rete sociale, anche un prezioso partner del Comune».
Il sodalizio beneficiario dell’iniziativa è stato fondato nel 1988 da donne con diverse esperienze personali, culturali, professionali e politiche, di lingua tedesca e di lingua italiana con l'obiettivo di riflettere sul fenomeno della violenza alle donne e di promuovere iniziative. L'associazione svolge attività senza scopo di lucro, è apartitica e aconfessionale. Dal 1990 al 1993 l'associazione ha elaborato un concetto per la gestione della prima Casa delle Donne altoatesina, che è stata istituita poi a Merano.
Dal 1993 l'associazione gestisce la Casa delle Donne offrendo, su incarico della comunità comprensoriale del Burgraviato, consulenza professionale e assistenza a donne in situazioni di violenza e garantendo loro l'accoglienza nella struttura abitativa. Inoltre svolge un importante lavoro di sensibilizzazione, prevenzione e formazione sul tema violenza contro le donne e bambini.
Nell'area del cantiere comunale, in quella giornata sono state cedute al miglior offerente oltre 100 biciclette abbandonate e non più reclamate dai legittimi proprietari così come quattro bici elettriche e uno scooter del parco mezzi del Comune. All'asta sono stati banditi anche diversi oggetti e macchinari non più utilizzati dal cantiere comunale (mobili, sedie da ufficio, banchi di scuola, elettrodomestici, un vecchio proiettore cinematografico, dissuasori in ghisa e diversi materiali edili). Il ricavato, pari a 3.900 euro, è stato donato all'associazione Donna contro la violenza.
«Dalla vendita dei mezzi a pedali non più reclamati dai legittimi proprietari e dalle attrezzature non più utilizzate dagli operai del cantiere il Comune ha ricavato complessivamente 3.900 euro. Anche quest'anno l'incasso dell'asta pubblica è stato destinato a scopi sociali ed è stato devoluto all'associazione Donne contro la violenza», hanno spiegato l'assessore Stefan Frötscher e l'assessora Gabriela Strohmer, che all'asta pubblica hanno svolto il compito di banditori. «Ci fa particolarmente piacere - hanno aggiunto Strohmer e Frötscher - che questo importo venga assegnato a un sodalizio da tanti anni impegnato per tutelare le donne. Si tratta di un'organizzazione molto importante a Merano ed è, nell'ambito della rete sociale, anche un prezioso partner del Comune».
Il sodalizio beneficiario dell’iniziativa è stato fondato nel 1988 da donne con diverse esperienze personali, culturali, professionali e politiche, di lingua tedesca e di lingua italiana con l'obiettivo di riflettere sul fenomeno della violenza alle donne e di promuovere iniziative. L'associazione svolge attività senza scopo di lucro, è apartitica e aconfessionale. Dal 1990 al 1993 l'associazione ha elaborato un concetto per la gestione della prima Casa delle Donne altoatesina, che è stata istituita poi a Merano.
Dal 1993 l'associazione gestisce la Casa delle Donne offrendo, su incarico della comunità comprensoriale del Burgraviato, consulenza professionale e assistenza a donne in situazioni di violenza e garantendo loro l'accoglienza nella struttura abitativa. Inoltre svolge un importante lavoro di sensibilizzazione, prevenzione e formazione sul tema violenza contro le donne e bambini.


