MERANO. Alpidio Balbo, fondatore del Gruppo missionario “Un pozzo per la vita” di Merano (Gmm), compirà 88 anni il 31 marzo. In barba all’età, si trova da giorni in Benin, dove è tornato dopo alcuni anni di assenza. Qui, il 4 marzo del 1971, arrivato da turista a Bohicon per consegnare una lettera a una missionaria delle Figlie del Cuore di Maria, ha conosciuto i drammi e le sofferenze di un mondo così lontano. Alcuni bambini morti durante le poche ore della sua permanenza per la mancanza di farmaci comuni in Europa hanno cambiato la sua vita, dando origine ad un movimento di bene che si è diffuso in tutta Italia.

L'anniversario del suo primo viaggio in Africa (quello attuale è il numero 102) è stato ricordato con una festa e una messa celebrata dai vescovi di Abomey, Eugène Cyrille Houndekon, e di N'Dali, Martin Adjou, nel Centro di formazione femminile di Bohicon sorto per iniziativa di Balbo e del Gmm nello stesso luogo in cui si trovava il vecchio centro medico e nutrizionale per bambini, trasferito da diversi anni in una nuova struttura. «È l'ultima volta che torno in Africa», ha ripetuto più volte Balbo, ma monsignor Houndekon gli ha augurato di tornare fra due anni per «celebrare - ha detto - le nozze d'oro con il Benin e con Bohicon».

Saltate per motivi di sicurezza le tappe previste in Burkina Faso - dove il Gmm da pochi anni ha costruito un dispensario medico e conta quest'anno di avviare i lavori per una scuola secondaria - Balbo, accompagnato dal vicepresidente Franco Fasoli, e dal responsabile dei progetti Fabrizio Arigossi, ha visitato molte delle città e dei luoghi conosciuti durante la sua lunga esperienza di "missionario laico": da Natitingou, con il vescovo Antoine Sabi Bio e i bambini dell'orfanotrofio dei Santi Innocenti, a Parakou, con l'arcivescovo Pascal Nkoue e i festeggiamenti degli alunni della scuola Hibiscus. E poi N'Dali e Bembereke. La piccola "delegazione" del Gruppo missionario ha visitato anche altre opere realizzate negli ultimi anni, come la scuola "Maria Cristina Santuari" di Yakabissi e il college “Jean-Luis Bréhier" di Kouande, accanto al quale stanno per cominciare i lavori per una scuola secondaria professionale che sarà costruita, come il college, grazie anche a un contributo della Cei.