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MERANO. Con l'arrivo delle bella stagione tanto i meranesi quanto i turisti iniziano a girare sempre più per la città in sella alle loro bici. Velocipedi, perlopiù elettrici e che oggigiorno possono valere anche diverse migliaia di euro. Allo stesso tempo, spiega il comandante della polizia locale: «Nel periodo primaverile aumentano in modo sensibile i furti di bici. Io stesso ciclista, per scongiurare questa possibilità ho dotato la mia bici di un allarme satellitare. Il mio consiglio è di tenere sempre il numero di serie della bici, assieme alle foto identificative, oltre che dotare il mezzo di un lucchetto di classe elevata», così Alessandro De Paoli. Consigli utili, quelli di De Paoli, e ogni tanto determinanti per scongiurare l'esperienza di ritrovarsi con il mezzo rubato. A chi invece dovesse essere andata male, prosegue il comandante, il consiglio è di denunciare sempre il furto alle autorità, dettagliando bene le caratteristiche del mezzo. Ecco quindi l'importanza di un apparato fotografico da allegare alla denuncia.
I social
Ad ogni modo, da qualche anno, per chi il furto lo ha subito comunque, ci sono i social a rappresentare una ulteriore speranza nel tentativo di ritornare in possesso della bici rubata. Proprio da una serie di pagine social dedicate alle denunce di furto bici, emerge che nell'ultimo mese e mezzo sono almeno una decina i velocipedi sottratti ai legittimi proprietari. Spiega De Paoli: «Proprio lunedì scorso abbiamo sequestrato una bici marca Kube di un certo valore, in via Roma. La aveva in mano una persona nota agli agenti per altri precedenti di polizia, che non è riuscita a dimostrarne la proprietà. Per questi motivi, abbiamo proceduto con il sequestro del mezzo». Bici sequestrate in seguito a denuncia penale delle quali sarà la Procura a farsene carico, dopo un procedimento che può durare mesi, restituendola al legittimo proprietario o a chi ha subito il sequestro, se il mezzo dovesse risultare di sua proprietà.
Invece, se manca la denuncia, di fronte a un rinvenimento, spiega il comandante: «Facciamo tutto quello che è possibile per restituire il mezzo al legittimo proprietario, pur nelle difficoltà poste ad esempio da questioni di privacy, in merito all'identità di chi aveva acquistato il mezzo», specifica De Paoli. Privacy alla quale - facile intuire - l'acquirente di una bici poi rubatagli non farebbe certo fatica a rinunciare. «Se la bici rubata ha un numero di serie, visto che non esiste ancora un registro nazionale, e magari il mezzo è di una certa marca, possiamo chiedere ai rivenditori stessi un aiuto, sempre nel rispetto della privacy, ovviamente. Sono loro, di solito, a mandarci il legittimo proprietario per ritirare il mezzo rubato», spiega il comandante della Municipale.
L'asta
C'è anche la questione dei mezzi rubati e poi abbandonati, a decine in città, trattati come oggetti rinvenuti per i quali comunque si cerca il proprietario. Se questo non dovesse presentarsi, il mezzo dopo un anno va all'asta. Per questo, l'importanza della denuncia di furto: «Denunciare e descrivere anche la presenza di graffi e altri segni riconoscibili che aiutino a descrivere il mezzo», così De Paoli, appassionato di ciclismo che a questo punto spiega come lui stesso protegge il suo mezzo.
«Ho fatto la foto della mia bici, dotata di un allarme satellitare che costa circa 200 euro. Un buon investimento, anche perché questi apparecchi si nascondono bene, sono dotati di batterie che durano molto e quando il mezzo viene mosso, grazie a sensori di movimento, inviano la comunicazione al cellulare del legittimo proprietario. Detto questo, anche il lucchetto dovrebbe essere di ultima generazione», le parole del comandante. Tra i vari casi capitati alla Municipale, anche quello di una coppia di turisti svizzeri con bici da 10.000 euro ma lucchetti da poche decine di euro. «Girano molte bici di valore a Merano, e i furti aumentano in questa stagione. Bisogna tutelarsi», chiude De Paoli. E per chi non dovesse seguire i consigli, l'ultima spiaggia sono le denunce di furto, via social.


