MERANO. Un polo capace di attrarre gli ottomila cicloturisti che ogni anno dalla Germania scendono in val Venosta e che ancora non considerano Merano come una meta valida o accessibile per soste brevi. La struttura ormai fatiscente del vecchio distributore Agip di via Piave tornerà agli antichi fasti di piccolo gioiello architettonico, ma stavolta in veste “green”, diventando un nodo per la mobilità ciclistica con diverse aree di servizi. Ieri la presentazione dei dettagli dell’iniziativa, in una conferenza stampa che oltre al sindaco Paul Rösch e al suo vice (e appassionato cicloturista) Andrea Rossi ha visto la partecipazione di Florian Scartezzini, l’architetto incaricato di elaborare uno studio di fattibilità.

«Il nuovo bike point di via Piave potrà diventare un nodo importante per la mobilità – spiega Rossi –, ed è facilmente collegabile ai percorsi ciclabili diretti in centro, in val Passiria, in val Venosta e a Bolzano». Chiave del restyling è infatti la possibilità di intercettare i cicloturisti provenienti dalla val Venosta, fornendo loro servizi appositi e garantendo la possibilità di pernottare in città aggirando così la scarsa disponibilità di camere d’albergo per una notte soltanto. A questo proposito la giunta comunale ha pensato di prevedere anche la realizzazione di un hotel: «Poche stanze in una struttura sopraelevata rispetto al tetto esistente, oppure costruita sul retro», conclude Rossi. I costi per il risanamento e per la costruzione del bike point sono stimati intorno al milione di euro, comprensivo di Iva. D’altronde la spesa del Comune per l’acquisto dell’impianto nel gennaio del 2018, nell’ambito delle trattative condotte dall’assessore al patrimonio Nerio Zaccaria, si è attestata sui 160 mila euro, briciole per un’area del genere. Alla bonifica ci aveva già pensato l’Eni tra il 2015 e il 2016: nel sottosuolo c’era la cisterna adibita alla conservazione del carburante.

Il distributore di via Piave fu concepito nel 1950 dall’ingegner Piero Richard, che nella progettazione si ispirò allo stile Bacciocchi. Negli anni Cinquanta Mario Bacciocchi pianificò una serie di stazioni di servizio Agip dal design innovativo. L’impianto di via Piave fu realizzato nel 1952, per poi essere dismesso nel 2004. Della vecchia struttura, fa sapere Scartezzini, rimarrebbero il tetto sporgente e le caratteristiche aperture della facciata verso la strada, mentre gli ambienti interni sarebbero rinnovati per potervi installare docce e vani per permettere ai cicloturisti di cambiarsi i vestiti, insieme ad aree per le attrezzature e per le piccole riparazioni, a un’area dedicata all’informazione sulla mobilità ciclistica e a un punto di ristoro aperto alla cittadinanza e pronto a essere tematizzato a seconda delle manifestazioni cittadine, che si tratti della Festa dell’Uva o del Natale meranese. All’esterno è previsto un parcheggio protetto che possa custodire i mezzi, spesso costosi, dei turisti in sosta. Sulla breve prosecuzione di via Toti che costeggia il lato destro del distributore saranno realizzati una pista ciclabile che sfocerà in via Petrarca e un marciapiede. «Sarà anche un modo per valorizzare la zona», conclude il vicesindaco. La costruzione del bike point sarà affidata mediante Ppp (partenariato pubblico-privato), procedura che permetterà l’assegnazione a imprese private e di dare temi certi per la realizzazione.