MERANO. La giunta comunale prova a risoffiare vento in poppa al progetto delle case in cooperativa nell’area Tschomper, contenuta fra via Virgilio e vicolo Lazago a Maia Alta. Nella sua ultima seduta, martedì, il governo cittadino ha infatti recepito la versione rielaborata del Piano di attuazione per la zona di edilizia abitativa.

Lo fa con la spada di Damocle sul capo: pende ancora un ricorso di alcuni vicini al Consiglio di Stato che potrebbe scombussolare per l’ennesima volta la tribolata vicenda.

Questione di voti.

Quando si parla di area Tschomper, in municipio l’aria si fa elettrica. Secondo molti osservatori, la vicenda era stata decisiva nel consegnare a Paul Rösch la fascia di sindaco nell’ultima tornata elettorale, togliendola al candidato Svp Gerhard Gruber. Stando a questa tesi, tanti voti in un quadrante tradizionalmente a matrice Volkspartei erano evaporati a causa della decisione dell’esecutivo a guida Stella alpina comandato da Günther Januth, che aveva approvato la scelta di rendere residenziale uno degli ultimi fazzoletti verdi della zona malgrado le proteste dei residenti.

Poco prima del termine della precedente legislatura, infatti, la destinazione dell'area Tschomper era stata trasformata da verde privato in zona edilizia.

Sul terreno di circa 5.900 metri quadrati è prevista la realizzazione di 30 appartamenti per il ceto medio, suddivisi in quattro edifici. Nell'autunno del 2016 la nuova giunta Rösch aveva approvato il relativo Piano di attuazione, che individua le modalità di ripartizione delle cubature e quindi l'altezza e la larghezza delle costruzioni, la disposizione delle superfici verdi, dei posti auto e del parco giochi per bambini.

Il ricorso accolto in parte.

Alcuni abitanti del vicinato avevano però presentato ricorso al tribunale amministrativo, trovando nel 2018 parziale accoglimento. Il giudice aveva annullato il vecchio Piano d’attuazione e le conseguenti concessioni edilizie. Ma aveva confermato la modifica del Piano urbanistico, decisione contro la quale i ricorrenti si sono appellati al Consiglio di Stato.

«Poiché il Tar ha confermato la modifica del Puc - spiega Nicola De Bertoldi dell'Ufficio urbanistica - l'amministrazione ha sottoposto il Piano di attuazione elaborato dal proprietario dell'area all'esame della commissione edilizia e della consulta sull'assetto urbanistico e l'ha infine recepito».

I parametri essenziali rimangono invariati, e cioè potranno essere edificati quattro stabili di tre piani ciascuno e con un'altezza massima di 10,5 metri. Resta inalterata anche la cubatura di 10.500 metri cubi. Il Piano di attuazione accolto dall'esecutivo contempla anche alcune novità rispetto alla prima versione annullata dal Tar: l'accesso agli undici posteggi in superficie avverrà sempre attraverso via Virgilio, ma sia la rampa di accesso ai garage sia gli undici parcheggi dovranno essere ricoperti da una pergola. Una piccola passerella pedonale collegherà il vicolo Lazago direttamente con la zona residenziale. Per la copertura dei due edifici maggiori sono previsti tetti verdi. «La versione rielaborata del Piano di attuazione - aggiunge Madeleine Rorhrer, assessora all’urbanistica e all’ambiente - ha inoltre tenuto in considerazione particolari aspetti di natura ecologica che stanno a cuore all'amministrazione comunale. L'acqua piovana, per esempio, dovrà essere utilizzata per annaffiare i giardini privati e quelli condominiali».

Venti giorni per le osservazioni.

A breve tutti i documenti di progettazione verranno pubblicati nella rete civica. Dalla pubblicazione, ci saranno 20 giorni di tempo per depositare in municipio osservazioni scritte. Soltanto dopo che l'amministrazione le avrà trattate Il Piano d’attuazione potrà essere approvato in via definitiva.