MERANO. Il Tar ha congelato l’inizio dei lavori del secondo lotto della circonvallazione nord-ovest, il tunnel che terminerà il collegamento fra MeBo e imbocco della Val Passiria. Con probabile slittamento dell’apertura del cantiere. «Prima di sei o sette anni la tanto agognata “circonvallazione” non sarà agibile, sempre che non vi siano altri problemi (passare sotto Via Goethe e Via Galilei al minimo scricchiolio potrebbe essere chiamata la magistratura e allora i tempi...». Il “quadretto” è dipinto da Romano Cavini, già assessore alla viabilità. Esperienza che gli permette di avere voce in capitolo.

Cavini, cosa si può fare nell’attesa che sia disponibile il tunnel?

«Mi sembra di capire che a livello di giunta comunale l'idea guida sia quella di limitare il più possibile i flussi di traffico verso il centro. Come visione di prospettiva non è sbagliata, ma senza valide alternative all'esterno il rischio è di spostare il problema. Infatti l'ipotesi di vietare la svolta a destra in Piazza Teatro per chi viene da corso Libertà avrà come effetto ovvio di aumentare notevolmente il blocco su piazza Mazzini, via Rezia e via Petrarca».

E usare la MeBo come circonvallazione?

«Così facendo, nelle ore di punta, e sono tante, si sposta solo il problema su Sinigo che già soffre di grave traffico».

Quali possibilità, dunque? «Credo che con le mezze misure non si vada da nessuna parte. Se l'obiettivo è quello di limitare il traffico privato e potenziare quello pubblico bisogna fare due cose: parcheggi di attestamento in periferia e corsie preferenziali per i mezzi pubblici».

Come si potrebbe agire?

«Rispondo con una domanda: che fine ha fatto il progetto di centro di mobilità in zona stazione con relativo grande parcheggio interrato ? Se ne parla da tanti anni. Ci sono: progetto, finanziamento, iter procedurale e burocratico, sistema di collegamento anche a livello informativo (biglietteria, ticket integrati, ecc.). Solo dando un'alternativa seria e credibile al traffico privato si può pensare di limitarlo in maniera consistente per favorire di conseguenza il trasporto pubblico».

Ma i bus sono sempre in colonna...

«C’è uno un progetto nei cassetti del Comune che parla di sensi unici su tutta la via Piave fino alla rotonda dell'Uva, su via Trogmann verso la via Roma, sulla stessa via Roma dall'incrocio con via Trogmann fino alla via Petrarca. Rispolvero questo progetto perché è l'unico che, almeno per una buona parte di città, dà la possibilità di creare corsie preferenziali per il trasporto pubblico e rendere meno difficoltose alcune situazioni come l’incrocio via Matteotti/via Piave, le uscite problematiche dai parcheggi di via Roma, l’incrocio via Trogmann/via Roma. So che per fare certe cose ci vuole un po' di tempo ma è sempre meglio avere una prospettiva di medio termine rispetto ai pannicelli caldi che spostano solo i problemi. Ed è sempre meglio questo rispetto all'attesa quasi “mistica” del tunnel, pensando che questo risolverà tutti i problemi, ipotesi sulla quale mi permetto di avere molti dubbi. Ma questo è un altro lungo discorso che prima o poi andrà pur fatto».