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Merano. È ufficiale: sinistra e centrosinistra correranno insieme fin dal primo turno delle comunali del 3 maggio, con Verdi, Team Köllensperger e Sinistra Ecosociale uniti nel sostegno alla candidatura di Paul Rösch al ruolo di sindaco. Con la conferenza stampa di ieri mattina si configurano ora come il gruppo consiliare più numeroso, per un totale di dieci consiglieri.
Manca all’appello la componente del centrosinistra rappresentata dal Partito Democratico, il cui assessore Diego Zanella di recente ha esternato perplessità rispetto all’operato dell’ormai ex alleato Rösch nella legislatura che si sta per concludere, annunciando che il Pd alle amministrative correrà in solitaria. Messa da parte, per ora, l’ipotesi di una migrazione verso Italia Viva da parte di Zanella, la scelta del Partito Democratico potrebbe essere funzionale all’intenzione di fare da ago della bilancia nella formazione del prossimo governo cittadino. Ma su un eventuale riaccoglimento di Zanella Rösch taglia corto: «No comment», dichiara di fronte ai giornalisti.
Un passo indietro.
«Ringrazio Team K e Sinistra Ecosociale per aver scelto di fare un passo indietro. Correre da soli avrebbe dato loro maggiore visibilità, il loro gesto dimostra un grande senso di responsabilità politica». È la prima dichiarazione di Rösch al tavolo condiviso con gli assessori Andrea Rossi e Madeleine Rohrer, con David Augscheller e Laura Mautone per la Sinistra Ecosociale e con Francesca Schir e il consigliere provinciale Paul Köllensperger per il Team K (Kurt Duschek è tra il pubblico). «Abbiamo ridisegnato la città, sia sotto l’aspetto urbanistico sia dal punto di vista del rapporto tra la politica e la cittadinanza. Ed è insieme che vogliamo proseguire in questo cammino di trasformazione, rigettando estremismi e populismi e instaurando un dialogo costruttivo con tutte le parti sociali».
Italiani e tedeschi.
Poi, sull’attrito tra liste percepite come espressioni “del gruppo tedesco”, nella fattispecie Verdi e Team K, e i proclami di interetnicità: «L’appartenenza linguistica ha un ruolo del tutto liminare rispetto alle sfide dell’emergenza climatica, dell’innovazione economica, del lavoro, delle politiche sociali». Interviene anche Rossi, unico “italiano” eletto tra i Verdi, a dimostrare un’effettiva interetnicità del partito: «Portiamo la concezione di una comunità inclusiva che riconosce a ognuno la sua specificità come componente essenziale per la collettività». E Köllensperger: «L’etnicità è un modello di pensiero stantio. Questa coalizione ha un senso profondo, quello di immaginare una città senza frontiere linguistiche che possa essere un traino per tutta la provincia». Una stoccata alle due civiche, unitesi pur di avere un nome italiano in cima alla lista, con la Civica per Merano che al ballottaggio del 2015 sostenne il candidato Svp.
Sinistra e centrosinistra.
«La nostra coalizione non si è trovata su un semplice calcolo politico a breve termine, ma si fonda su solidi e condivisi valori di base, fondamentali per una cooperazione a lungo termine», proseguono i Verdi. Schir e Augscheller possono citare una lunga serie di mozioni portate in consiglio comunale dai banchi dell’opposizione e votate con favore anche dai nuovi alleati. Augscheller parla di una «cultura del dialogo che si è concretizzata grazie a Rösch, il quale ha segnato un punto di svolta nel fare politica nelle istituzioni».
Sostenibilità ambientale, umana e sociale, pluralità, bene comune, accoglienza le sue parole chiave. Sono le parole della sinistra. Mautone cita Rosa Luxemburg: «Il primo atto rivoluzionario è chiamare le cose col loro nome – dichiara –. Restiamo nella sinistra, non rinneghiamo la nostra cultura e le nostre origini. In questi cinque anni dietro il nostro consigliere c’è sempre stato un gruppo orizzontale, un soggetto plurale di persone che si sono attivate per la città. Speriamo che quest’idea di pluralità contagi positivamente anche la giunta che verrà».
È una compagine eterogenea, già a partire dal nucleo che ha elaborato il programma. Un programma frutto di mediazione messo a punto da un’assemblea di oltre venticinque persone «cui si sono aggiunti i tanti meranesi che hanno parlato con noi sulle strade, dandoci un apporto importante», spiega Schir. Sintetico Rossi: «Chi sceglie Rösch sceglie il centrosinistra. Abbiamo fatto un percorso di faticosa affermazione in una giunta eterogenea cercando di rimanere il più possibile fedeli al nostro progetto. Oggi possiamo dire che la distanza tra la città che abbiamo immaginato e la Merano della realtà si è accorciata».
Manca all’appello la componente del centrosinistra rappresentata dal Partito Democratico, il cui assessore Diego Zanella di recente ha esternato perplessità rispetto all’operato dell’ormai ex alleato Rösch nella legislatura che si sta per concludere, annunciando che il Pd alle amministrative correrà in solitaria. Messa da parte, per ora, l’ipotesi di una migrazione verso Italia Viva da parte di Zanella, la scelta del Partito Democratico potrebbe essere funzionale all’intenzione di fare da ago della bilancia nella formazione del prossimo governo cittadino. Ma su un eventuale riaccoglimento di Zanella Rösch taglia corto: «No comment», dichiara di fronte ai giornalisti.
Un passo indietro.
«Ringrazio Team K e Sinistra Ecosociale per aver scelto di fare un passo indietro. Correre da soli avrebbe dato loro maggiore visibilità, il loro gesto dimostra un grande senso di responsabilità politica». È la prima dichiarazione di Rösch al tavolo condiviso con gli assessori Andrea Rossi e Madeleine Rohrer, con David Augscheller e Laura Mautone per la Sinistra Ecosociale e con Francesca Schir e il consigliere provinciale Paul Köllensperger per il Team K (Kurt Duschek è tra il pubblico). «Abbiamo ridisegnato la città, sia sotto l’aspetto urbanistico sia dal punto di vista del rapporto tra la politica e la cittadinanza. Ed è insieme che vogliamo proseguire in questo cammino di trasformazione, rigettando estremismi e populismi e instaurando un dialogo costruttivo con tutte le parti sociali».
Italiani e tedeschi.
Poi, sull’attrito tra liste percepite come espressioni “del gruppo tedesco”, nella fattispecie Verdi e Team K, e i proclami di interetnicità: «L’appartenenza linguistica ha un ruolo del tutto liminare rispetto alle sfide dell’emergenza climatica, dell’innovazione economica, del lavoro, delle politiche sociali». Interviene anche Rossi, unico “italiano” eletto tra i Verdi, a dimostrare un’effettiva interetnicità del partito: «Portiamo la concezione di una comunità inclusiva che riconosce a ognuno la sua specificità come componente essenziale per la collettività». E Köllensperger: «L’etnicità è un modello di pensiero stantio. Questa coalizione ha un senso profondo, quello di immaginare una città senza frontiere linguistiche che possa essere un traino per tutta la provincia». Una stoccata alle due civiche, unitesi pur di avere un nome italiano in cima alla lista, con la Civica per Merano che al ballottaggio del 2015 sostenne il candidato Svp.
Sinistra e centrosinistra.
«La nostra coalizione non si è trovata su un semplice calcolo politico a breve termine, ma si fonda su solidi e condivisi valori di base, fondamentali per una cooperazione a lungo termine», proseguono i Verdi. Schir e Augscheller possono citare una lunga serie di mozioni portate in consiglio comunale dai banchi dell’opposizione e votate con favore anche dai nuovi alleati. Augscheller parla di una «cultura del dialogo che si è concretizzata grazie a Rösch, il quale ha segnato un punto di svolta nel fare politica nelle istituzioni».
Sostenibilità ambientale, umana e sociale, pluralità, bene comune, accoglienza le sue parole chiave. Sono le parole della sinistra. Mautone cita Rosa Luxemburg: «Il primo atto rivoluzionario è chiamare le cose col loro nome – dichiara –. Restiamo nella sinistra, non rinneghiamo la nostra cultura e le nostre origini. In questi cinque anni dietro il nostro consigliere c’è sempre stato un gruppo orizzontale, un soggetto plurale di persone che si sono attivate per la città. Speriamo che quest’idea di pluralità contagi positivamente anche la giunta che verrà».
È una compagine eterogenea, già a partire dal nucleo che ha elaborato il programma. Un programma frutto di mediazione messo a punto da un’assemblea di oltre venticinque persone «cui si sono aggiunti i tanti meranesi che hanno parlato con noi sulle strade, dandoci un apporto importante», spiega Schir. Sintetico Rossi: «Chi sceglie Rösch sceglie il centrosinistra. Abbiamo fatto un percorso di faticosa affermazione in una giunta eterogenea cercando di rimanere il più possibile fedeli al nostro progetto. Oggi possiamo dire che la distanza tra la città che abbiamo immaginato e la Merano della realtà si è accorciata».


