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MERANO. Alla fine di questo mese chiude il negozio di giocattoli Bimbo di corso Libertà. Dopo 48 anni di soddisfazioni, il proprietario Helmut Egebrecht ha deciso di chiudere. Al posto dei giocattoli non si sa ancora cosa verrà messo in vendita.
Chiude dunque quello che è stato il negozio dove diverse generazioni di meranesi hanno soddisfatto le loro esigenze di giocare. Da Bimbo c'era di tutto: dalle bambole alle automobiline ai trenini elettrici, fino agli abiti per Carnevale. «Ho una certa età. Oramai il mondo è cambiato. È cambiato anche il modo di giocare anche dei bambini. E poi c'è da registrare la concorrenza che arriva dai centri commerciali e da internet. I clienti che arrivano nel mio negozio dai dintorni di Merano, sono sempre meno e questo mi ha indotto a fare il grande passo».
Ma non sono soltanto i bambini che hanno modificato il loro modo di giocare. «Anche gli adulti hanno contribuito a modificare le loro abitudini e, di conseguenza, hanno condizionato i loro figlioli nella scelta dei giocattoli per divertirsi in qualche modo. I trenini elettrici, tanto per fare un solo esempio, hanno perduto il loro fascino. In pochi li chiedono, purtroppo».
Quella di Bimbo è l'ennesima chiusura in centro di un negozio storico. Da Mode Leuzzi di via Mainardo a Mode Rosi's in galleria dietro il teatro Puccini sono numerosi i punti vendita del settore abbigliamento che hanno rinunciato a proseguire l'attività. Si aggiungono altri, di diversi settori merceologici, come Seibstock, profumeria e lingerie Ladurner per citare solo due esempi, che hanno chiuso i battenti evidenziando il difficile momento dovuto al cambio generazionale (i figli che non hanno interesse a proseguire l'attività dei genitori nel frattempo andati in pensione), oltre agli influssi della crisi internazionale e all'avvento dei grandi punti vendita.
Ma il commercio cittadino è considerato, comunque, un settore in buona salute: una marca prestigiosa è "sbarcata" di recente in città con punti vendita in corso Libertà e sotto i Portici. Ma è il fascino dei piccoli negozi che sta gradatamente scomparendo. E Bimbo è uno di questi, forse l'esempio più significativo visto che fra quelle mura abbiamo, un po' tutti, sognato un po' con il primo giocattolo ricevuto in dono.
Chiude dunque quello che è stato il negozio dove diverse generazioni di meranesi hanno soddisfatto le loro esigenze di giocare. Da Bimbo c'era di tutto: dalle bambole alle automobiline ai trenini elettrici, fino agli abiti per Carnevale. «Ho una certa età. Oramai il mondo è cambiato. È cambiato anche il modo di giocare anche dei bambini. E poi c'è da registrare la concorrenza che arriva dai centri commerciali e da internet. I clienti che arrivano nel mio negozio dai dintorni di Merano, sono sempre meno e questo mi ha indotto a fare il grande passo».
Ma non sono soltanto i bambini che hanno modificato il loro modo di giocare. «Anche gli adulti hanno contribuito a modificare le loro abitudini e, di conseguenza, hanno condizionato i loro figlioli nella scelta dei giocattoli per divertirsi in qualche modo. I trenini elettrici, tanto per fare un solo esempio, hanno perduto il loro fascino. In pochi li chiedono, purtroppo».
Quella di Bimbo è l'ennesima chiusura in centro di un negozio storico. Da Mode Leuzzi di via Mainardo a Mode Rosi's in galleria dietro il teatro Puccini sono numerosi i punti vendita del settore abbigliamento che hanno rinunciato a proseguire l'attività. Si aggiungono altri, di diversi settori merceologici, come Seibstock, profumeria e lingerie Ladurner per citare solo due esempi, che hanno chiuso i battenti evidenziando il difficile momento dovuto al cambio generazionale (i figli che non hanno interesse a proseguire l'attività dei genitori nel frattempo andati in pensione), oltre agli influssi della crisi internazionale e all'avvento dei grandi punti vendita.
Ma il commercio cittadino è considerato, comunque, un settore in buona salute: una marca prestigiosa è "sbarcata" di recente in città con punti vendita in corso Libertà e sotto i Portici. Ma è il fascino dei piccoli negozi che sta gradatamente scomparendo. E Bimbo è uno di questi, forse l'esempio più significativo visto che fra quelle mura abbiamo, un po' tutti, sognato un po' con il primo giocattolo ricevuto in dono.


