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Malles. Sono arrivati perfino alla Nasa i dati sull’umidità del terreno che Eurac Research ha raccolto negli ultimi dieci anni in val di Mazia, la piccola laterale dell’Alta Venosta. Il lavoro dell’istituto bolzanino sul clima, sulla biodiversità e sulle risorse idriche della valle mostrano fra l’altro come il larice si sposti in quota con l’aumento delle temperature. La rete di misurazione microclimatica installata in collaborazione con le università di Innsbruck e di Bolzano – una delle reti più fitte d’Europa – ha permesso di scoprire specie di insetti nuove per l’Italia. Dei dati raccolti hanno beneficiato la selvicoltura e l’agricoltura locali e ora quelli più curiosi sono stati raccolti in un calendario del 2020 per farli conoscere a tutti gli interessati.
Ulrike Tappeiner, direttrice dell’Istituto per l’ambiente alpino di Eurac Research, spiega come l’ambiente reagisca molto più lentamente dell’uomo a influenze esterne come i cambiamenti del clima o quelli legati all’utilizzo del suolo. «Il ritmo di questa reazione è così lento che a occhio nudo non riusciamo nemmeno a cogliere cosa stia succedendo. Ma da quando l’uomo abita la Terra, la natura e il paesaggio non sono mai cambiati in modo così significativo come negli ultimi decenni. Solo osservando processi e condizioni in un arco temporale esteso possiamo studiare l’ambiente seguendo il suo ritmo, capire cosa accade intorno a noi e quali conseguenze avranno questi cambiamenti sulla nostra vita».
La val di Mazia è una delle zone più aride dell’arco alpino e mostra già oggi ciò che possiamo aspettarci da altre regioni montane in futuro. In tutto il 2010 sono caduti 400 millimetri di pioggia. A Bolzano nello stesso periodo è piovuto il 60 per cento in più. Tuttavia la valle beneficia di riserve di neve e ghiaccio: tre quarti del deflusso primaverile vengono dallo scioglimento della neve, il 62 per cento dell’acqua estiva viene dallo scioglimento dei ghiacci in quota. Solo negli ultimi otto anni, però, la superficie del ghiacciaio che domina la valle è diminuita del 20 per cento. Così i biologi di Eurac Research Veronika Fontana e Georg Niedrist: «Quando queste riserve saranno terminate ci sarà scarsità d’acqua. Nel giugno del 2009 al rifugio Oberettes a quota 2700 metri la temperatura è arrivata a 20 gradi. Con queste temperature anche inverni ricchi di precipitazioni come quello appena passato non riescono a fermare il ritiro dei ghiacciai».
Ulrike Tappeiner, direttrice dell’Istituto per l’ambiente alpino di Eurac Research, spiega come l’ambiente reagisca molto più lentamente dell’uomo a influenze esterne come i cambiamenti del clima o quelli legati all’utilizzo del suolo. «Il ritmo di questa reazione è così lento che a occhio nudo non riusciamo nemmeno a cogliere cosa stia succedendo. Ma da quando l’uomo abita la Terra, la natura e il paesaggio non sono mai cambiati in modo così significativo come negli ultimi decenni. Solo osservando processi e condizioni in un arco temporale esteso possiamo studiare l’ambiente seguendo il suo ritmo, capire cosa accade intorno a noi e quali conseguenze avranno questi cambiamenti sulla nostra vita».
La val di Mazia è una delle zone più aride dell’arco alpino e mostra già oggi ciò che possiamo aspettarci da altre regioni montane in futuro. In tutto il 2010 sono caduti 400 millimetri di pioggia. A Bolzano nello stesso periodo è piovuto il 60 per cento in più. Tuttavia la valle beneficia di riserve di neve e ghiaccio: tre quarti del deflusso primaverile vengono dallo scioglimento della neve, il 62 per cento dell’acqua estiva viene dallo scioglimento dei ghiacci in quota. Solo negli ultimi otto anni, però, la superficie del ghiacciaio che domina la valle è diminuita del 20 per cento. Così i biologi di Eurac Research Veronika Fontana e Georg Niedrist: «Quando queste riserve saranno terminate ci sarà scarsità d’acqua. Nel giugno del 2009 al rifugio Oberettes a quota 2700 metri la temperatura è arrivata a 20 gradi. Con queste temperature anche inverni ricchi di precipitazioni come quello appena passato non riescono a fermare il ritiro dei ghiacciai».


