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Merano. Sarà giovedì la riunione tra il presidente della Provincia Arno Kompatscher, i sindacati e una delegazione di cinque operai ex Solland. Entro quella data la sospensione dello sciopero, così come richiesto ieri nel corso dell’incontro tra Provincia, Eco Center e le segreterie regionali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil.
«Andare avanti significa garantire un lavoro sicuro e dignitoso», dichiara Toni Serafini della Uil altoatesina a margine del vertice col governatore. I lavoratori accettano le condizioni: «La sospensione dello sciopero, oltre alla disponibilità di Kompatscher, è dovuta anche alla disponibilità di Eco Center a valutare il ritiro delle denunce contro i lavoratori e il licenziamento di Raffaele Falasca. Una risposta su queste ultime questioni dovrà essere data prima dell’incontro in Provincia».
La linea di Kompatscher.
«Dallo scorso 10 settembre, con l’assegnazione dei lavori per smantellamento e bonifica, è chiaro che le attività industriali non potranno proseguire sull’areale Solland Silicon di Sinigo», ribadisce Kompatscher in un comunicato diffuso dopo l’incontro di ieri. «L’obiettivo rimane quello di fare in modo che il futuro occupazionale degli ex lavoratori della Solland possa essere garantito nel lungo periodo». Già dallo scorso mese di luglio, Ecocenter ha assunto gli ormai ex dipendenti Solland con contratti di lavoro a tempo indeterminato per garantire la sicurezza dell’impianto, «e stiamo cercando di mettere in campo soluzioni di lungo periodo per riuscire a garantire a tutti i lavoratori un posto di lavoro adeguato», aggiunge il presidente della Provincia. L’operazione proseguirà anche nel corso dell’incontro previsto per giovedì, a patto però che non venga nuovamente sollevata l’ipotesi di riattivare l’impianto di silicio. «Bisogna definitivamente accettare il fatto che durante la procedura fallimentare non siano giunte offerte da parte di chi poteva essere interessato a proseguire l’attività industriale».
Sindacati e lavoratori.
I sindacati – presenti Cristina Masera e Stefano Parrichini per la Cgil, Dieter Mayr e Klaus Kaneider per la Cisl e Toni Serafini e Alfred Delmonego per la Uil – si sono detti disponibili a terminare gli scioperi che hanno caratterizzato le ultime settimane e a continuare a lavorare non solo per mantenere in sicurezza l’impianto, ma anche per proseguire con lo svuotamento del silicio. «Una sospensione non significa la revoca totale – precisa Serafini – ed è un fatto consueto qualora nel corso di una vertenza si apra un tavolo di confronto». Nei giorni scorsi, però, il nuovo rappresentante dei chimici per la UilTec Raffaele Falasca – lavoratore Solland licenziato da Eco Center – si era detto pronto a dare battaglia perché si aprisse a una ripresa dell’attività produttiva. «Sarà il primo dei temi messi sul tavolo dagli operai – riprende Serafini – ma ora deve esserci una presa d’atto della dura realtà. E già lavorare sulla rioccupabilità non è cosa facile». Non teme che ora l’assemblea dei lavoratori prenda le distanze dal sindacato? «Già durante l’assemblea incandescente del 30 settembre avevamo detto loro che avremmo vagliato ogni possibilità per una ripresa. E l’abbiamo fatto. Non li abbiamo mai illusi».
Da parte loro, i lavoratori ieri pomeriggio hanno discusso a lungo sul da farsi. Auspicano che all’incontro partecipino anche i segretari nazionali di Femca, Filctem e Uiltec e un rappresentante del Mise, ad oggi l’unico soggetto nelle cui intenzioni in tema di continuità produttiva possano sperare. Nel frattempo i vertici di Eco Center hanno fatto sapere che se lo sciopero sarà sospeso valuteranno l’esposto in Procura e il licenziamento di Falasca. Come l’ha presa l’ex rsa? «Una battuta: preferirei ricevere tanti soldi in tribunale. Lo scriva». S.M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Andare avanti significa garantire un lavoro sicuro e dignitoso», dichiara Toni Serafini della Uil altoatesina a margine del vertice col governatore. I lavoratori accettano le condizioni: «La sospensione dello sciopero, oltre alla disponibilità di Kompatscher, è dovuta anche alla disponibilità di Eco Center a valutare il ritiro delle denunce contro i lavoratori e il licenziamento di Raffaele Falasca. Una risposta su queste ultime questioni dovrà essere data prima dell’incontro in Provincia».
La linea di Kompatscher.
«Dallo scorso 10 settembre, con l’assegnazione dei lavori per smantellamento e bonifica, è chiaro che le attività industriali non potranno proseguire sull’areale Solland Silicon di Sinigo», ribadisce Kompatscher in un comunicato diffuso dopo l’incontro di ieri. «L’obiettivo rimane quello di fare in modo che il futuro occupazionale degli ex lavoratori della Solland possa essere garantito nel lungo periodo». Già dallo scorso mese di luglio, Ecocenter ha assunto gli ormai ex dipendenti Solland con contratti di lavoro a tempo indeterminato per garantire la sicurezza dell’impianto, «e stiamo cercando di mettere in campo soluzioni di lungo periodo per riuscire a garantire a tutti i lavoratori un posto di lavoro adeguato», aggiunge il presidente della Provincia. L’operazione proseguirà anche nel corso dell’incontro previsto per giovedì, a patto però che non venga nuovamente sollevata l’ipotesi di riattivare l’impianto di silicio. «Bisogna definitivamente accettare il fatto che durante la procedura fallimentare non siano giunte offerte da parte di chi poteva essere interessato a proseguire l’attività industriale».
Sindacati e lavoratori.
I sindacati – presenti Cristina Masera e Stefano Parrichini per la Cgil, Dieter Mayr e Klaus Kaneider per la Cisl e Toni Serafini e Alfred Delmonego per la Uil – si sono detti disponibili a terminare gli scioperi che hanno caratterizzato le ultime settimane e a continuare a lavorare non solo per mantenere in sicurezza l’impianto, ma anche per proseguire con lo svuotamento del silicio. «Una sospensione non significa la revoca totale – precisa Serafini – ed è un fatto consueto qualora nel corso di una vertenza si apra un tavolo di confronto». Nei giorni scorsi, però, il nuovo rappresentante dei chimici per la UilTec Raffaele Falasca – lavoratore Solland licenziato da Eco Center – si era detto pronto a dare battaglia perché si aprisse a una ripresa dell’attività produttiva. «Sarà il primo dei temi messi sul tavolo dagli operai – riprende Serafini – ma ora deve esserci una presa d’atto della dura realtà. E già lavorare sulla rioccupabilità non è cosa facile». Non teme che ora l’assemblea dei lavoratori prenda le distanze dal sindacato? «Già durante l’assemblea incandescente del 30 settembre avevamo detto loro che avremmo vagliato ogni possibilità per una ripresa. E l’abbiamo fatto. Non li abbiamo mai illusi».
Da parte loro, i lavoratori ieri pomeriggio hanno discusso a lungo sul da farsi. Auspicano che all’incontro partecipino anche i segretari nazionali di Femca, Filctem e Uiltec e un rappresentante del Mise, ad oggi l’unico soggetto nelle cui intenzioni in tema di continuità produttiva possano sperare. Nel frattempo i vertici di Eco Center hanno fatto sapere che se lo sciopero sarà sospeso valuteranno l’esposto in Procura e il licenziamento di Falasca. Come l’ha presa l’ex rsa? «Una battuta: preferirei ricevere tanti soldi in tribunale. Lo scriva». S.M.
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