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Merano. Tra le domande da fare ai due candidati sindaco che domenica si fronteggeranno al ballottaggio ci sarebbe stata quella sul proporsi come rappresentanti interetnici da una parte e della popolazione di lingua italiana dall’altra. ma già all’inizio del confronto in redazione dario dal medico, eletto in consiglio in carico alla civica per merano, fuga i dubbi: «mi propongo come interetnico e indipendente». risolta la questione, è però il momento di capire quale idea della politica abbiano i due sfidanti.
Paul rösch si riconosce nei valori del centrosinistra. «per me l’importante sono il rispetto, la tolleranza, l’interetnicità. ritengo accettabili quei partiti che condividono questi punti cardine. fare politica è questione di valori e di coinvolgimento delle persone, di permettere loro di partecipare alle scelte. questo è il futuro dell’amministrazione». il sindaco uscente precisa che da giovanissimo ha votato svp, per poi passare ai verdi. «mi considero cosmopolita, fatico a comprendere le divisioni. stimo la volkspartei per ciò che ha fatto a tutela delle minoranze, ma ora tutti teniamo all’autonomia. prendiamo la candidatura di merano a capitale europea della cultura: tante persone di lingua tedesca hanno storto il naso, ma la maggior parte della popolazione guarda oltre. noi propugniamo questo, una visione europea». più sintetico dal medico, in passato candidato tra le fila di forza italia. «come indipendente», precisa il candidato sindaco che ha segnato l’accordo tra il centro di ispirazione cattolica e il centrodestra. «per me non ha senso collocarsi da una parte o dall’altra, farsi incasellare. non sono e non sono mai stato iscritto ad alcun partito. rifuggo gli ideologismi, ho una certa difficoltà a identificarmi in idee precostituite: “ideen verbinden”, come si dice in tedesco, preferisco quando le idee comunicano tra loro. ho sempre votato moderati, mai gli estremismi».
Il direttore dell’Alto adige alberto faustini chiede se non si tema lo spettro dell’astensionismo. «chi si astiene non si lamenti dopo – la battuta di dal medico –. spero che gli astenuti saranno meno della volta scorsa, quando probabilmente tanti elettori di lingua italiana hanno disertato le urne, visto che i contendenti erano rösch e gerhard gruber. quel che posso dire ora è che mi sento sereno, visto come abbiamo condotto la campagna, con rispetto e senza mai alzare i toni». tranquillo anche rösch, forse più di cinque anni fa: «oggi tante persone, di lingua italiana come di lingua tedesca, mi dicono che voteranno per me. non ci sarà una maggioranza etnica. oggi forse sottovalutiamo il valore della pacificazione, della convivenza, quando invece sessant’anni fa avevamo il terrorismo in casa».
A un certo punto dal medico cita la partecipazione giovanile. «dovremmo lavorare per portare un po’ di giovani a comprendere e ad apprezzare la macchina politico-amministrativa», dice. qui le visioni si fanno nettamente diverse. il candidato sindaco di uno spettro che, con l’appoggio dichiarato di lega e fratelli d’italia, dal centro-centrodestra raggiunge la destra vera e propria, spiega che il metodo per avvicinare i giovani alla politica è la semplificazione. «non parliamo di massimi sistemi, parliamo della raccolta dei cartoni, dell’illuminazione pubblica, di una strada da riasfaltare. cose piuttosto semplici che però possono attrarre anche i meno esperti».
Rösch non è molto d’accordo. cita l’esempio di sua figlia, 19enne dalla coscienza ecologista. per i verdi è più facile avere tra di loro persone sotto i 25 anni, in un mondo al collasso. ma ci sarebbero anche le centinaia di migliaia di studenti italiani che attraversano spazi di democrazia formandosi e organizzandosi. «la politica non è solo la raccolta dei cartoni, è anche avere una visione per la propria città, un orizzonte». dal medico è d’accordo: «chiaro, io intendevo un metodo per avvicinarli: poi sta a noi coinvolgerli davvero». S.M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Paul rösch si riconosce nei valori del centrosinistra. «per me l’importante sono il rispetto, la tolleranza, l’interetnicità. ritengo accettabili quei partiti che condividono questi punti cardine. fare politica è questione di valori e di coinvolgimento delle persone, di permettere loro di partecipare alle scelte. questo è il futuro dell’amministrazione». il sindaco uscente precisa che da giovanissimo ha votato svp, per poi passare ai verdi. «mi considero cosmopolita, fatico a comprendere le divisioni. stimo la volkspartei per ciò che ha fatto a tutela delle minoranze, ma ora tutti teniamo all’autonomia. prendiamo la candidatura di merano a capitale europea della cultura: tante persone di lingua tedesca hanno storto il naso, ma la maggior parte della popolazione guarda oltre. noi propugniamo questo, una visione europea». più sintetico dal medico, in passato candidato tra le fila di forza italia. «come indipendente», precisa il candidato sindaco che ha segnato l’accordo tra il centro di ispirazione cattolica e il centrodestra. «per me non ha senso collocarsi da una parte o dall’altra, farsi incasellare. non sono e non sono mai stato iscritto ad alcun partito. rifuggo gli ideologismi, ho una certa difficoltà a identificarmi in idee precostituite: “ideen verbinden”, come si dice in tedesco, preferisco quando le idee comunicano tra loro. ho sempre votato moderati, mai gli estremismi».
Il direttore dell’Alto adige alberto faustini chiede se non si tema lo spettro dell’astensionismo. «chi si astiene non si lamenti dopo – la battuta di dal medico –. spero che gli astenuti saranno meno della volta scorsa, quando probabilmente tanti elettori di lingua italiana hanno disertato le urne, visto che i contendenti erano rösch e gerhard gruber. quel che posso dire ora è che mi sento sereno, visto come abbiamo condotto la campagna, con rispetto e senza mai alzare i toni». tranquillo anche rösch, forse più di cinque anni fa: «oggi tante persone, di lingua italiana come di lingua tedesca, mi dicono che voteranno per me. non ci sarà una maggioranza etnica. oggi forse sottovalutiamo il valore della pacificazione, della convivenza, quando invece sessant’anni fa avevamo il terrorismo in casa».
A un certo punto dal medico cita la partecipazione giovanile. «dovremmo lavorare per portare un po’ di giovani a comprendere e ad apprezzare la macchina politico-amministrativa», dice. qui le visioni si fanno nettamente diverse. il candidato sindaco di uno spettro che, con l’appoggio dichiarato di lega e fratelli d’italia, dal centro-centrodestra raggiunge la destra vera e propria, spiega che il metodo per avvicinare i giovani alla politica è la semplificazione. «non parliamo di massimi sistemi, parliamo della raccolta dei cartoni, dell’illuminazione pubblica, di una strada da riasfaltare. cose piuttosto semplici che però possono attrarre anche i meno esperti».
Rösch non è molto d’accordo. cita l’esempio di sua figlia, 19enne dalla coscienza ecologista. per i verdi è più facile avere tra di loro persone sotto i 25 anni, in un mondo al collasso. ma ci sarebbero anche le centinaia di migliaia di studenti italiani che attraversano spazi di democrazia formandosi e organizzandosi. «la politica non è solo la raccolta dei cartoni, è anche avere una visione per la propria città, un orizzonte». dal medico è d’accordo: «chiaro, io intendevo un metodo per avvicinarli: poi sta a noi coinvolgerli davvero». S.M.
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