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Merano. Prove tecniche di disgelo fra amministrazione comunale e lavoratori della Solland. La giunta ha deciso di attivare a breve giro di posta uno sportello di consulenza per aiutare i dipendenti in uscita a trovare una nuova occupazione in tempi stretti. «Sarà un servizio integrativo rispetto a quelli provinciali e al relativo apparato di percorsi formativi» precisa l’assessore Diego Zanella. Ospiterà lo sportello il coworking di via Scuderie.
I numeri.
I rapporti fra le parti negli ultimi anni sono stati bellicosi. Ora lo svuotamento dei clorosilani in corso avvicina sempre di più la definitiva dismissione della fabbrica di Sinigo. Un’eutanasia dell’attività industriale che stando al programma di Ecocenter regista delle operazioni dovrebbe compiersi in alcuni mesi.
Ma quante sono le persone coinvolte? Il sindaco Paul Rösch, bersaglio a più riprese di pesanti accuse dei lavoratori, ieri ha ricordato un recente incontro in municipio con sei lavoratori. Ieri la cifra ballava intorno alla dozzina. Ma i dipendenti ancora in forza a Ecocenter sono una quarantina. Sul loro riassorbimento pendono ancora interrogativi.
Domanda e offerta.
Già nel 2016, quando le cose per la Solland cominciavano a mettersi male, il Comune destinò 50 mila euro per la costituzione presso Confidi Alto Adige di un fondo di controgaranzia dedicato agli ex dipendenti decisi a mettersi in proprio. Senza successo. L’aiuto fornito ora è molto più diretto «e mira a fornire un orientamento per trovare il percorso fra servizi esistenti e possibilità occupazionali». Una mediazione, con l’obiettivo «di far combaciare domanda e offerta in una provincia a piena occupazione. Già alcune aziende hanno comunicato la propria disponibilità». Il fatto è che questi lavoratori hanno un comune denominatore, la storia complessa della propria azienda, ma anagrafiche e predisposizioni diverse. «Non tutti se la sentono di diventare autisti della Sasa», sintetizza Zanella riferendosi a un’opportunità sorta nelle scorse settimane.
Prestazioni.
In sostanza, hanno spiegato ieri sindaco e assessore, lo sportello fornirà un «servizio di accompagnamento alla ricerca attiva di una nuova occupazione». I costi per l'avvio del progetto ammontano a circa 3.000 euro e il budget è destinato a variare a secondo del numero di fruitori. Verrà fornita una serie di prestazioni finalizzate al reinserimento professionale, a partire da una panoramica dettagliata sulle opportunità formative esistenti in Provincia e presentate le agenzie attive sul territorio. Inoltre saranno trasmesse tutte le offerte di lavoro presso enti e istituzioni locali. Il supporto prevede l'aiuto nella predisposizione del curriculum vitae, nell'individuazione delle più efficaci tecniche di autopromozione e dei canali migliori attraverso i quali inviare il curriculum, nonché una consulenza per affrontare efficacemente il colloquio di lavoro.
I numeri.
I rapporti fra le parti negli ultimi anni sono stati bellicosi. Ora lo svuotamento dei clorosilani in corso avvicina sempre di più la definitiva dismissione della fabbrica di Sinigo. Un’eutanasia dell’attività industriale che stando al programma di Ecocenter regista delle operazioni dovrebbe compiersi in alcuni mesi.
Ma quante sono le persone coinvolte? Il sindaco Paul Rösch, bersaglio a più riprese di pesanti accuse dei lavoratori, ieri ha ricordato un recente incontro in municipio con sei lavoratori. Ieri la cifra ballava intorno alla dozzina. Ma i dipendenti ancora in forza a Ecocenter sono una quarantina. Sul loro riassorbimento pendono ancora interrogativi.
Domanda e offerta.
Già nel 2016, quando le cose per la Solland cominciavano a mettersi male, il Comune destinò 50 mila euro per la costituzione presso Confidi Alto Adige di un fondo di controgaranzia dedicato agli ex dipendenti decisi a mettersi in proprio. Senza successo. L’aiuto fornito ora è molto più diretto «e mira a fornire un orientamento per trovare il percorso fra servizi esistenti e possibilità occupazionali». Una mediazione, con l’obiettivo «di far combaciare domanda e offerta in una provincia a piena occupazione. Già alcune aziende hanno comunicato la propria disponibilità». Il fatto è che questi lavoratori hanno un comune denominatore, la storia complessa della propria azienda, ma anagrafiche e predisposizioni diverse. «Non tutti se la sentono di diventare autisti della Sasa», sintetizza Zanella riferendosi a un’opportunità sorta nelle scorse settimane.
Prestazioni.
In sostanza, hanno spiegato ieri sindaco e assessore, lo sportello fornirà un «servizio di accompagnamento alla ricerca attiva di una nuova occupazione». I costi per l'avvio del progetto ammontano a circa 3.000 euro e il budget è destinato a variare a secondo del numero di fruitori. Verrà fornita una serie di prestazioni finalizzate al reinserimento professionale, a partire da una panoramica dettagliata sulle opportunità formative esistenti in Provincia e presentate le agenzie attive sul territorio. Inoltre saranno trasmesse tutte le offerte di lavoro presso enti e istituzioni locali. Il supporto prevede l'aiuto nella predisposizione del curriculum vitae, nell'individuazione delle più efficaci tecniche di autopromozione e dei canali migliori attraverso i quali inviare il curriculum, nonché una consulenza per affrontare efficacemente il colloquio di lavoro.


