MERANO. Due provvedimenti, solo apparentemente disallineati, sono stati presi per garantire un futuro all’areale e agli impianti produttivi fino allo scorso anno di proprietà della Solland Silicon di Sinigo. L’ultimo risale a martedì. Il presidente Arno Kompatscher e gli assessori provinciali hanno deliberato di stanziare 1,5 milioni di euro per avviare lo svuotamento dei silani allo stato solido presenti nella fabbrica di silicio di via Nazionale. Pochi giorni prima i curatori del fallimento Solland, l’avvocato Bruno Mellarini e il professor Luca Mandrioli, avevano concordato con il giudice fallimentare la pubblicazione del quarto avviso d’asta per la vendita in blocco della fabbrica.

Lo stanziamento provinciale di un milione e mezzo di euro riguarda la prima parte della bonifica necessaria per mettere in sicurezza l’impianto, sicurezza che oggi viene garantita da apposite squadre pagate dalla ex Memc tramite i fondi stanziati dalla Provincia. La scelta di avviare la bonifica dell’impianto seguendo le indicazioni della Icaro srl chiamata ad effettuare un’analisi dei rischi connessi al programma di svuotamento e bonifica dei circuiti contenenti clorosilani risale al 29 settembre, quando il presidente Kompatscher ha emesso la seconda ordinanza sulla Solland Silicon.

L’altro ieri sono stati stanziati i fondi per iniziare lo svuotamento degli impianti. La bonifica dei circuiti contenenti clorosilani, a differenza di quanto si possa però credere, non è un provvedimento che va in direzione opposta al tentativo di vendita della fabbrica ed è stato concordato tra curatori fallimentari e Provincia nel tavolo tecnico a cui da qualche settimana partecipano anche rappresentanti del Comune di Merano. Tolto il rischio principale che riguarda la sicurezza, i silani per intenderci, la fabbrica potrà essere comunque venduta in blocco.

Il nuovo prezzo fissato dai curatori fallimentari e approvato dal giudice del tribunale di Bolzano per la quarta asta ammonta a 11,1 milioni di euro, quasi un terzo rispetto al valore indicato nella prima asta fallimentare. È evidente che è interesse di tutti, creditori della Solland Silicon, Provincia e Comune di Merano, arrivare a una vendita dello stabilimento di produzione di silicio, terreni compresi. Se non si trovasse un acquirente, la Provincia dovrebbe passare alla fase 2, quella della bonifica totale dell’area, terreni compresi. E in questo caso si aprirebbero scenari imprevedibili anche per il Comune del sindaco Rösch, da mesi portavoce di una conversione dei terreni e della fabbrica, guardando a imprese innovative e a startup. Viene in mente un precedente: l’area ex gas e tutti i costi della bonifica (oltre 10 milioni di euro). E se la Provincia si limitasse a mettere in sicurezza l’area, passando poi la patata bollente della bonifica dei terreni al Comune? Un’altra bonifica milionaria a carico dei cittadini di Merano? Meglio che la fabbrica venga venduta, anche a un prezzo inferiore a quello richiesto dai curatori fallimentari.(rog)

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