Merano. Dopo anni di segnalazioni di preoccupanti infiltrazioni d’acqua nelle abitazioni di piazza Vittorio Veneto e delle sue adiacenze, sembra che il problema della falda di Sinigo possa finalmente trovare una soluzione, grazie a una serie di interventi a breve e a lungo termine, alcuni più urgenti e altri meno. Nel suo studio di fattibilità, l’ingegner Ronald Patscheider ha inserito un intervento che permetterà di smaltire le acque meteoriche – e quindi proteggere la zona dall’innalzamento del livello della falda – attraverso la posa di due condotte di captazione. Per farlo servirà predisporre una variante al Piano di recupero. Intanto, nelle prossime settimane, sarà completato il piano complessivo di protezione dalla falda, che dopo i necessari passaggi tecnici sarà presentato alla comunità residente a Sinigo.

Lo studio idrogeologico.

Tutto prende le mosse dallo studio idrogeologico di Ambrogio Dessì, incaricato ancora nel 2018 di fare un’analisi della situazione. Il geologo ha fatto carotaggi, scavi e indagini geognostiche, confrontandosi con la cartografia dell’Istituto geografico militare e con quella provinciale. Non con le carte del progetto originale di bonifica, «impossibili da rintracciare in Comune», come il sindaco Paul Rösch denunciava nell’estate del 2018 rispondendo a una specifica interrogazione della consigliera Francesca Schir. Insomma, i canali di bonifica erano stati maltenuti se non addirittura chiusi o intubati senza autorizzazione negli anni Novanta per fare spazio a nuove infrastrutture. E intanto gli abitanti della zona tamponavano i rivoli d’acqua nelle cantine.

Gli interventi in programma.

Fortunatamente le rilevazioni di Dessì hanno permesso di tracciare un più nitido quadro dell’esistente. Si arriva quindi allo studio di fattibilità di Patscheider, presentato l’altro giorno all’assessora Madeleine Rohrer, all’architetto Wolfram Haymo Pardatscher (direttore della ripartizione edilizia) e al geologo e responsabile di progetto Nikolaus Mittermair nell’ambito di una riunione tecnica. «Vogliamo creare le premesse – così Rohrer – perché i residenti possano realizzare le costruzioni ammesse dal Piano di recupero, cioè tettoie per auto e piccoli depositi, sul retro degli edifici principali». In corrispondenza delle aree d’accesso alle costruzioni ammesse dal Piano – e in modo tale da non arrecare pregiudizio a tali strutture, siano queste già state costruite o ancora da realizzare – saranno posate due condotte di captazione che «permetteranno un più efficace deflusso dell’acqua piovana e porteranno a un significativo abbassamento della falda», spiega Patscheider.

Come fa presente De Bertoldi, per permettere l’intervento ora il Comune predisporrà una variante al Piano di recupero che estenderà alla zona sud della piazza anche le previsioni contemplate dal Piano per la realizzazione delle costruzioni di pertinenza nella zona settentrionale della piazza: le superfici dove queste strutture saranno sistemate dovranno essere leggermente innalzate per rendere più omogeneo l’andamento del terreno e permettere un adeguato riordino urbanistico. Per la metà di luglio si potrebbe già avere il quadro complessivo degli interventi. S.M.